sabato 28 dicembre 2013

Buon 2014

Il 2013 è stato il mio annus horribilis.
Cosa c'è di peggio dell'essere irrimediabilmente insoddisfatti del proprio lavoro? Senz'altro ritrovarsi senza lavoro.

E non importa se a guardar bene ti ci sei buttata tu in quella situazione. Non importa se sei convinta che questo periodo di pausa possa rivelarsi un'opportunità. Non importa se muori dal desiderio di reinventarti, perché ti sembra che un capitolo della tua vita si sia chiuso e quale momento migliore per guardarsi intorno ed esplorare nuovi orizzonti...

sabato 23 novembre 2013

Guarda e condividi



Cristian è fuori dal carcere, ma le accuse nei confronti degli Arctic30 non sono ancora cadute. Guarda e condividi questo video per tenere alta l’attenzione sugli #Arctic30

 
Ieri anche mio figlio, Cristian D’Alessandro, è stato rilasciato su cauzione dal centro di detenzione SIZO1 a San Pietroburgo. La libertà su cauzione è stata concessa dietro il pagamento di una cauzione di 2 milioni di rubli, circa 45 mila euro. La cauzione è stata pagata con i fondi di Greenpeace International.

Come madre questo è di grande conforto per me, e rappresenta un primo passo importante per dimostrare che mio figlio non ha commesso nessuno dei crimini per cui lui e i suoi compagni sono accusati. Vedere finalmente Cristian uscire dal centro di detenzione è un’immagine di speranza che tutti noi abbiamo aspettato con ansia negli ultimi mesi, anche se non sappiamo ancora quando tornerà a casa.

Ringrazio il Ministero degli Esteri e la rappresentanza diplomatica in Russia per il loro prezioso aiuto. Ora aspettiamo che tutti gli attivisti, incluso l’australiano Colin a cui la libertà su cauzione è stata negata, escano dal carcere. Siamo sollevati, ma non stiamo festeggiando: sono tutti ancora accusati di vandalismo, crimine molto serio che non hanno commesso, e rischiano anni di carcere. Gli Arctic30 saranno liberi quando cadranno le accuse ingiuste e anche l’ultimo di loro sarà tornato a casa dalla propria famiglia.

Io e mio marito non vediamo l’ora di poter parlare con nostro figlio.


Grazie,

Raffaela Ruggiero via Change.org

mercoledì 6 novembre 2013

Dal sogno alla realtà

E' nato!
Network mamas è on line.

Ne avevo già parlato qui, quando ancora era in gestazione (e la parola non è scelta a caso!)

Il mondo del lavoro (prettamente maschile)  non vede di buon occhio le mamme? E allora le mamme cercano di riscattarsi da sole, trovandosi un posticino tutto per loro.

Dove le parole d'ordine sono competenza, professionalità, serietà, ma anche flessibilità, conciliazione e una buone dose di larghezza di vedute (non a caso tra i fondatori oltre a Cristina, ci sono Matteo e Marco, giusto per sottolineare che uomini e donne insieme possono cambiare le cose).

Volete contribuire a fare un po' di passaparola? Giusto perché le parole che spesso si leggono in rete sulla fatica che costa essere donne, se non madri, si riflettano in azioni concrete, trasformino le parole in fatti, non resti tutto relegato ad un "pour parler" davanti a un caffè.

Vi invito a visitare il sito di Network Mamas, per saperne di più


domenica 3 novembre 2013

Alice si nasce!

L'altra sera mi è caduto l'occhio sul sottotitolo del mio blog. 

"La "distrazione" ha caratterizzato tutta la mia vita e ora anche quella dei miei figli. Succede solo a me o anche altre persone si sentono "diverse" e derise perché sono sempre sulle nuvole?"

E mi sono domandata dove sia finita l'Alice spensierata che racconta candidamente le cazzate sciocchezze che combina. 

Oh, non preoccupatevi, non è rinsavita, non ha messo la testa a posto. Aveva soltanto lasciato spazio all'Alice rompiballe, all'Alice arrabbiata, all'Alice che si lamenta (che poi, scusate, vogliamo spezzare una lancia al "lamentarsi", se lo scopo è quello di muovere le acque, di sollevare un problema? Ecco, ci risiamo, è più forte di me)

domenica 27 ottobre 2013

Sguardi nel tempo

Una serata
da sola in macchina
e la radio che va



e i pensieri corrono veloci
vanno dove c'erano silenzi che non venivano indagati
e dove c'erano sguardi velati che non venivano notati

un filo rosso lega i ricordi al presente

e tra le non-abilità
spunta la ricerca del varco
per attraversare silenzi simili
e occhi velati non solo notati
ma anche accentuati, provocati

fino a risolversi in un abbraccio
timido ma consapevole

e allora la malinconia si stempera
perché quegli sguardi finalmente si incontrano
e trovano consolazione al di là del tempo

E per entrambe vale
"I see your true colours
shining through"

lunedì 21 ottobre 2013

CV - come affrontarlo al meglio

Nelle ultime settimane ho partecipato a tre incontri con la società di formazione/selezione del personale che ci sta seguendo nel percorso di reinserimento nel mondo del lavoro.
Una simpatica, ma soprattutto competente psicologa ci ha illustrato le regole per scrivere e inviare un curriculum efficace, concludendo con la preparazione del colloquio di lavoro.

Ritenendomi fortunata di avere l'opportunità di ricevere queste consulenze gratis, vorrei condividerle con quanti si ritrovano alla ricerca di un lavoro.

venerdì 11 ottobre 2013

Mamma mia!


Metti che siano due anni che hai voglia di andare in Inghilterra (e soprattutto in Cornovaglia).

mercoledì 9 ottobre 2013

Di biscotti, calciatori e cestisti in erba

Stasera, a tavola, ci eravamo attardati il piccolo atleta ed io.
Mentre finivamo di mangiare abbiamo visto la pubblicità dei noti biscotti, dove c'è il noto calciatore che conforta e incoraggia il piccolo calciatore, dicendogli “E’ proprio quando non va, che devi riprovarci, perché in campo non sei mai solo e vedrai che la palla che aspetti, arriva anche all’ultimo minuto”

giovedì 3 ottobre 2013

Tragedie e mali italiani

Una volta tanto, vedere gli Stati Uniti litigare per difendere gli interessi di parte, mi fa sentire meno sola. Non rido delle disgrazie altrui, per carità, ma l'impasse che stanno passando ha un che di familiare e una volta tanto l'Italia non c'entra niente.

Una cosa che mi fa sentire meno fiera di essere veneta, invece, è l'accusa rivolta dal leghista alla presidente della Camera e al ministro per l'integrazione dopo l'enorme tragedia al largo di Lampedusa. Dice che è colpa loro se è successo quello che è successo, che l'Italia fa di tutto per attirare queste persone.

Ora, non sono io che so e devo risolvere questa difficile questione, ma sarebbe ora che l'Europa si prendesse carico di questa situazione, che è un po' troppo comodo lasciarci qui, al fronte, in prima linea e da soli ad affrontare un problema umanitario.

Ma, nel frattempo, cosa facciamo? Dovremmo forse comportarci come Malta che si è rifiutata di dare soccorso a una nave di migranti?

Non so come la pensate, ma sono convinta che prima di tutto si debba cercare di salvarli e, una volta tanto, sarò retorica, ma sono fiera di essere italiana.

mercoledì 2 ottobre 2013

Genitori senza sensi di colpa: la coerenza

Secondo appuntamento dell'iniziativa di La solita Simonetta che ha preso spunto dal saggio Genitori senza sensi di colpa di Harley A. Rotbart e da un capitolo in particolare: Cosa cercano in voi i figli.
Secondo l'autore ci sarebbero otto elementi essenziali e necessari ai bambini per diventare adulti felici e realizzati.
Oggi si parla di coerenza.

Citazione: I genitori devono essere in sintonia. Niente tattiche da poliziotto buono e poliziotto cattivo, quindi. Trasmettere un messaggio univoco ai vostri figli come genitori, non in modo distinto come mamma e papà. La coerenza implica che i valori importanti siano davvero tali, e non possano essere modificati con disinvoltura o per convenienza.

Beccata! Ma proprio di coerenza si doveva parlare? No, perché nella mia famiglia, la coerenza non è di casa. O meglio, i valori importanti sono comuni, i valori di base tengono unita la famiglia, non si discute sull'onestà e sulla sincerità....beh almeno dalla nostra parte, mentre i figli ogni tanto si prendono qualche licenza e in questo ci trovano uniti a ribadire i concetti.
E' sulle piccole cose che casca l'asino. Ci sono punizioni che si perdono per dimenticanza (ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale) ed era spassoso mio figlio che fino a qualche tempo fa mi ricordava che era in punizione! (adesso non lo fa più e non capisco il perché ;) !) La distrazione sarà un' attenuante? Mah!
E poi ci sono le piccole grandi lotte, di solito a tavola, dove capita che i due genitori si dissocino uno dall'altra. E' un errore che facciamo entrambi. A volte, siamo talmente presi dalle rispettive tesi che perdiamo l'univocità del messaggio e quando ce ne rendiamo conto è troppo tardi. E' che non è semplice e forse neanche tanto giusto pensarla sempre allo stesso modo, abbiamo comunque due teste e spesso viene spontaneo affrontare i  problemi in modo diverso.

Ok ho capito, provvederò a procurarmi una scorta di coerenza, da mettere lì nel frigo insieme al latte che ieri mi sono dimenticata di comprare (madre degenere! Ma comunque per stamattina bastava, eh)
Cosa dite, c'è speranza?









venerdì 27 settembre 2013

Genitori senza sensi di colpa...eh

Posso partecipare all'iniziativa La solita? Sì lo so, sono un po' in ritardo, ma sono giornate campali queste.

La solita Simonetta ha indetto un'iniziativa prendendo spunto dal saggio Genitori senza sensi di colpa di Harley A. Rotbart e da un capitolo in particolare: Cosa cercano in voi i figli.
Secondo l'autore ci sarebbero otto elementi essenziali e necessari ai bambini per diventare adulti felici e realizzati.
Il primo è la sicurezza.
I bambini devono sentirsi al sicuro. Ciò significa fornire loro il necessario per vivere: un tetto, cibo, vestiti, cure mediche e protezione da qualsiasi minaccia.

Premetto che di base non so cosa cerchino in noi i nostri figli e proprio stasera ha avuto la riprova che tutte le buoni intenzioni non sempre vengono interpretate nel modo corretto.

Ma se di sicurezza si parla, credo, una volta tanto, di aver sempre fatto del mio meglio per garantirla ai miei figli. L'aspetto più facile è quello materiale e qui mi sento tanquilla. Non è mancato niente, perfino il saper rinunciare a quelli che erano solo capricci del momento, alternato a desideri realizzati, perché ogni tanto ci vuole.

L'aspetto più difficile invece è proteggerli da qualsiasi minaccia che in alcuni casi può voler dire anche da sè stessi e dagli sbalzi di umore. E' come un viaggio interminabile sulle montagne russe. Da nausea.

E non ti ha insegnato nessuno come si fa, e fai tanti sbagli, non sei la mamma che sa capire, anzi non capisci niente e urli un po' troppo, non sai affrontare i problemi nel modo giusto.

E trovi il modo di chiedere scusa e quando la tempesta è passata, perché passa sempre, ti becchi anche un abbraccio e un bacio stampato su una guancia.

Poi, pensi che quando cominci a scrivere non sai mai dove andrai a parare. E pensare che volevi parlare del pericolo di lasciarli andare in giro da soli, magari in bicicletta.

Ma a volte è la vita a toglierti la penna di mano e a scrivere per conto suo.

martedì 24 settembre 2013

Insieme


Lettera di Lincoln all'insegnante di suo figlio

Dovrà imparare, lo so, che non tutti gli uomini sono giusti, che non tutti gli uomini sono sinceri.
Però gli insegni anche che per ogni delinquente, c’è un eroe;
che per ogni politico egoista c’è un leader scrupoloso….
Gli insegni che per ogni nemico c’è un amico,
cerchi di tenerlo lontano dall’invidia, se ci riesce,
e gli insegni il segreto di una risata discreta.
Gli faccia imparare subito che i bulli sono i primi ad essere sconfitti….
Se può, gli trasmetta la meraviglia dei libri….
Ma gli lasci anche il tempo tranquillo per ponderare l’eterno mistero degli uccelli nel cielo, delle api nel sole e dei fiori su una verde collina.
Gli insegni che a scuola è molto più onorevole sbagliare piuttosto che imbrogliare…
Gli insegni ad avere fiducia nelle proprie idee, anche se tutti gli dicono che sta sbagliando…
Gli insegni ad essere gentile con le persone gentili e rude con i rudi.
Cerchi di dare a mio figlio la forza per non seguire la massa, anche se tutti saltano sul carro del vincitore…
Gli insegni a dare ascolto a tutti gli uomini,
ma gli insegni anche a filtrare ciò che ascolta col setaccio della verità, trattenendo solo il buono che vi passa attraverso.
Gli insegni, se può, come ridere quando è triste.
Gli insegni che non c’è vergogna nelle lacrime.
Gli insegni a schernire i cinici ed a guardarsi dall’eccessiva dolcezza.
Gli insegni a vendere la sua merce al miglior offerente, ma a non dare mai un prezzo al proprio cuore e alla propria anima.
Gli insegni a non dare ascolto alla gentaglia urlante e ad alzarsi e combattere, se è nel giusto.
Lo tratti con gentilezza, ma non lo coccoli, perché solo attraverso la prova del fuoco si fa un buon acciaio.
Lasci che abbia il coraggio di essere impaziente.
Lasci che abbia la pazienza per essere coraggioso.
Gli insegni sempre ad avere una sublime fiducia in sé stesso,
perché solo allora avrà una sublime fiducia nel genere umano.
So che la richiesta è grande, ma veda cosa può fare…
E’ un così caro ragazzo, mio figlio!

Abraham Lincoln

 

Magari la conoscete già tutti, ma mi sono imbattuta in questa lettera per caso e me la sono portata a "casa". MI viene da aggiungere solo di metterci anche noi nei panni dell'insegnante. Essere noi genitori per primi a cercare di dare un senso a queste parole. Insieme.


domenica 22 settembre 2013

A.A.A. empatia cercasi

Vi è mai capitato di reagire a certe situazioni in maniera completamente diversa dalle altre persone?
In questo periodo mi capita spesso e la cosa mi sta un po' destabilizzando.

Sarà che esco da un'estate stressante e forse non mi sono mai rilassata abbastanza. Non ho fatto niente di particolare ma il mio cervello e la mia ansia invece hanno galoppato tre mesi di fila.

La faccio breve. C'è una squadra di basket che deve essere divisa in due, causa collaborazione tra squadre e conseguente arrivo di atleti da paesi vicini.

I criteri per la suddivisione sono le caratteristiche fisiche, il talento, le abilità raggiunte, l'impegno. 

Obiettivamente non c'è tanto arrovellarsi quando vedi ragazzini di tredici anni con 20-25 cm di differenza (sì, ci sono ragazzini alti anche 185-190 cm!) o con una struttura muscolare ben definita in fianco ad altri che sembrano bambini con le gambette da fenicottero (ogni riferimento a cose e persone di mia conoscenza è puramente casuale)

Perciò in attesa di avere la lista (scontata) dei nomi delle rispettive squadre, sono rimasta basita quando l'allenatore ha parlato ai ragazzi in spogliatoio, soffermandosi su chi per loro erano i migliori e chi i peggiori, arrivando pure a suggerire i nomi.

Parlandone con le altre mamme, ho avuto modo di constatare che:
1. la maggior parte non ne sapeva niente
2. una volta "aggiornate", le mamme non hanno avuto la mia stessa reazione
3. qualcuno mi ha pure detto che è tutta vita, così si abitueranno ad avere a che fare con persone così in futuro.

Tra gli altri, c'è stato anche chi non ha voluto indagare le reazioni del figlio che ha volutamente omesso di raccontare l'episodio.

E allora mi domando: se fossero arrivati a casa con un taglio in fronte, non si sarebbero fiondati a chiedere spiegazioni?
La mortificazione di un ragazzino attraverso una classifica del tutto inutile e non necessaria vale meno di un taglietto?

O sono io che ingigantisco le cose? Mio figlio non ha particolarmente risentito della vicenda, ma non vorrei che pensasse che sia giusto comportarsi così. E non è questo atteggiamento che mi aspetto da una persona che si ritiene un educatore.

Chi ha voglia di dirmi cosa ne pensa? Anche se non la pensa come me.







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mercoledì 11 settembre 2013

Siamo pronti

E' fatta. Ci siamo.
Domani, 12 settembre, ricomincia la scuola.
Terza liceo e terza media, due belle sfide.

giovedì 5 settembre 2013

Comincia l'estate!

Sono stata due mesi in apnea. Posso finalmente tornare a respirare. Comincia l'estate anche per me! (E non serve che mi facciate notare che tra una settimana esatta ricomincia la scuola, ok?)

lunedì 19 agosto 2013

Riflessi e musica nell'aria

19 agosto - partenza ore 08.55

Quando suona la sveglia, ci giriamo dall'altra parte. Errore gravissimo, perché finiamo per partire tardi e, anche se, appena alzati, il tempo sembrava nuvoloso, la mattinata si rivela più calda delle altre volte.

Ieri sera abbiamo controllato la lunghezza del percorso: 10 km.
E' lunga, ma dopo due giorni di pausa siamo fiduciosi. Decidiamo di fare il percorso al contrario rispetto a come l'avevamo pensato: in questo modo la parte più soleggiata ce la sciroppiamo all'inizio, visto che poi farà ancora più caldo.

venerdì 16 agosto 2013

Alice "on the road" - Seconda tappa

16 agosto 
Siamo partiti più o meno alla stessa ora di ieri. Non so ancora quanti chilometri abbiamo fatto, ma i miei piedi e la mia schiena pensano che siano più o meno gli stessi di ieri.


giovedì 15 agosto 2013

Alice "on the road" - Prima tappa

Partenza 15 agosto, ore 8.20 (venti minuti di ritardo...cominciamo bene!)

Dopo la giornata fredda e piovosa di ieri, oggi ci svegliamo con il cielo azzurro, anche se le nuvole ci seguono come un gregge.
Non fa troppo caldo. Sono contenta. E' il modo giusto di cominciare questa avventura.
Attraversiamo il paese. Approfitto dell'ora mattutina, e della poca gente in giro, per fare qualche foto.

Bignami del Cammino

Sarà che fa caldo,
sarà che ultimamente sono un po' strana (ma forse un po' lo sono sempre stata) e che non dormo bene,
sarà che faccio una vita troppo sedentaria, ma

non so di preciso cosa mi abbia preso.

E' da quando ho cominciato a seguire Agata e la sua splendida famiglia che non faccio altro che pensare al Cammino.
Non potendomi muovere fino a fino mese, però, ho avuto un'idea:

Se Alice non può andare al Cammino, il Cammino può andare da Alice ;)

sabato 10 agosto 2013

Il coraggio di trovare le risposte



Ci sono cose che non riesco a sopportare neanche nei film, figuriamoci nella vita vera.

Era da un po' che volevo scrivere questo post, ma non trovavo le parole. Non è un post da Ferragosto, che ci siamo quasi, ma neanche il dolore fa caso al calendario.

A volte, l'unico modo per rispondere al dolore, quello con la D maiuscola, è quello di aprirsi, anche se tendenzialmente si tende a chiudersi, in un tentativo estremo di proteggersi, con un gesto consolatorio.

sabato 27 luglio 2013

Passeggini in Cammino e occhi di bambina

In questi giorni Santiago di Compostela è tristemente famosa per il deragliamento del treno e, pare, a causa dell'idiozia umana.

Ma il post che ho in mente da qualche giorno nasce dal fatto che, leggendo un giornale, ho scovato una famiglia fantastica che sta vivendo un'avventura meravigliosa: il Cammino di Santiago. Agata e Sergio, muniti di carrozzine, anzi "carrozze", spingono per giornate intere le loro bambine, Caterina e Silvia, di 5 e 3 anni (che ovviamente non potrebbero sostenere 25-30 km. al giorno).

venerdì 26 luglio 2013

Sto bene, sto veramente bene

E' passato quasi un mese e mezzo da quando sono a casa.
Come sto? Bene, continuo a ripetere a tutti che sto bene, che le giornate passano veloci e per il momento mi sento in vacanza.

Ed è vero, eh. Non ho rimpianti.

martedì 2 luglio 2013

Portobuffolè

Domenica in questo bellissimo borgo c'era un mercatino Vintage. Ho approfittato per scattare qualche foto. Che ne dite? Non è bellissimo?
 

giovedì 27 giugno 2013

E se è il gruppo a non volere te?

Appartenere ad un gruppo.
Non sono mai stata tipo da compagnie. Quando si è adolescenti, in modo particolare, si desidera fare parte di un gruppo, di una cerchia di amici.
A me dava fastidio che ci fosse sempre qualcuno che decideva per tutti. Si va al cinema? Bene, cosa andiamo a vedere? Oh, quando arriviamo vediamo cosa c'è e poi decidiamo.
Eh no. Non mi va di vedere un film che non mi interessa. E' così ancora oggi.
Odiosa, vero? Beh, non è mai stato un problema, perché una vera compagnia non l'ho mai avuta. Neanche le compagnie erano pazze di me, solo pochi buoni amici alla volta.

A diciannove anni stavo quasi per capitolare. Ci è mancato tanto così. Un'amica, una volta tanto, aveva la possibilità di farmi conoscere alcuni suoi amici. Eravamo in piazza, si chiacchierava. A una certa ora le ho detto che andavo a casa, era quasi ora di cena.
Lei mi ha detto che lei invece si fermava. Stavo per tornare a casa, quando ha aggiunto che l'avevano invitata a mangiare la pizza ed era per questo che si fermava.
A distanza di anni non ho ancora capito perché ha aggiunto quella frase. Andavano in un locale, non a casa di qualcuno, quindi teoricamente ci sarei potuta andare anch'io, no? Perché farmi sapere che avevano invitato lei e NON me? Se il giorno dopo mi avesse detto che poi era andata a mangiare la pizza, non sarebbe stato un problema. Ma così...Ricordo ancora di aver fatto la strada fino a casa con gli occhi velati di lacrime.
L'amicizia non era molto profonda e quell'episodio l'ha fatta naufragare. E per molti anni ha bloccato i miei tentativi di fare amicizia, temendo sempre di ricevere un altro rifiuto.

Beh, non era proprio di questo che volevo parlare. A volte per una strana proprietà transitiva, i nostri comportamenti o la nostra fortuna nell'incontrare le persone giuste si trasferiscono alle persone che amiamo e qui non ci sono occhi velati, ma ansia e infinita tristezza. Oltre, come sempre, a una buona dose di sensi di colpa e di sensazione di impotenza. E' inevitabile pensare di aver sbagliato qualcosa e di non saper cosa fare per risolvere la questione.

Oddio, l'intento del post non voleva essere lagnoso, ma voleva semplicemente essere un punto di vista da una prospettiva diversa.

Questo post partecipa al Blogstorming

The logical song

Quando mi mancano le parole, lascio parlare la musica. Che ne dite di questa?




When I was young, it seemed that life was so wonderful,
a miracle, oh it was beautiful, magical.
And all the birds in the trees, well they'd be singing so happily,
joyfully, playfully watching me.
But then they send me away to teach me how to be sensible,
logical, responsible, practical.
And they showed me a world where I could be so dependable,
clinical, intellectual, cynical.

There are times when all the world's asleep,
the questions run too deep
for such a simple man.
Won't you please, please tell me what we've learned
I know it sounds absurd
but please tell me who I am.

Now watch what you say or they'll be calling you a radical,
liberal, fanatical, criminal.
Won't you sign up your name, we'd like to feel you're
acceptable, respecable, presentable, a vegtable!

At night, when all the world's asleep,
the questions run so deep
for such a simple man.
Won't you please, please tell me what we've learned
I know it sounds absurd
but please tell me who I am.

domenica 16 giugno 2013

Una nuova vita

Non è stato come pensavo.
Ho sempre pensato all'ultimo giorno di lavoro come ad una giornata umida, molto umida.
Dopotutto venticinque anni abbondanti, più della metà della tua vita, lasciano il segno.

lunedì 10 giugno 2013

Two is megl che one

Non c'è niente da fare. E' tempo di bilanci.
Anche quest'anno festeggio il compleanno del mio blog in ritardo (la data vera è il 5 giugno). Ma molto prima dell'anno scorso...sto migliorando, eh.
Eh sì, un altro anno è passato.
Sono cambiate tante cose in quest'anno. Nella mia vita e perché no, anche qui nel blog.
E' un angolo tutto mio, dove parlo di me, delle mie emozioni  e dei miei pensieri.

domenica 2 giugno 2013

Né carne né pesce

Oggi, parlando con mio figlio, mi è tornato in mente quel preciso momento in cui i tuoi amici cambiano, cominciano piano piano a comportarsi in maniera diversa, secondo degli schemi nei quali non ti riconosci più.
E non c'è niente di strano, stanno solo crescendo.
Solo che i ragazzi non crescono tutti allo stesso modo e allo stesso tempo. C'è chi è più carne e chi più pesce.
E così mi è ritornata in mente questa canzone che un'adolescente un po' triste cantava nel silenzio della sua camera, strimpellando la chitarra. Faceva così:


E mi è tornata voglia di ascoltare questo cantautore che avevo un po' dimenticato.

martedì 28 maggio 2013

Adolescenti work in progress

E' giunto il momento.
No, perché mi sembra di vedere le mamme che leggono i miei post (e quelli de LaNinin) con tag "adolescenza". Mani sulle orecchie e "ba-ba-ba-ba-ba" a tutto spiano.

E' giunto il momento di parlare degli aspetti positivi.

I bambini piccoli sono adorabili. Li vorresti mangiare, ti ispirano talmente tanta tenerezza che li soffocheresti di baci.

Gli adolescenti mantengono le distanze, soprattutto se maschi. "Hanno ormai una certa età" per certe cose. E se a te scappa un bacetto, ti dicono: "Ma...mamma!" Poi, però, se allunghi un braccio per prendere qualcosa mentre fai colazione, può succedere che si appoggino con la guancia, con gesto furtivo.

Le adolescenti invece hanno un bisogno improvviso di un abbraccio molto lungo. Possono stare sulle sue, ore e ore, ma anche giornate,  e poi improvvisamente sentono il bisogno di abbracciarti e ti stringono forte. E sparano parole su parole a raffica, ti raccontano della scuola, di un libro, di un film, come un fiume in piena.

I bambini ti fanno divertire con le lore parole inventate e con le loro osservazioni ingenue e per questo profonde.

Con gli adolescenti arriva il momento in cui apprezzi la loro compagnia, stai parlando di una cosa e poi il discorso si sposta su un'altra e pensi tra te e te: "Che bello poter parlare con loro, sentirli esprimere un parere, un punto di vista, vederli fare un ragionamento in autonomia". Poi magari il tutto si conclude con qualche sciocchezza, o con un litigio, ma per un attimo hai intravvisto quel cartello "lavori in corso", e hai visto un uomo e una donna in erba che ogni giorno fanno un passo dopo l'altro per essere se stessi.

E sì, a volte ti prende un po' di nostalgia per quei bambini, ma anche se ci saranno musi lunghi, litigate e arrabbiature, puoi solo augurarti con tutta te stessa che diventino grandi e che trovino la loro strada.

Ti fanno arrabbiare, ti fanno disperare, ma sono solo anime in tumulto, un gioco ad incastro di piccoli pezzi di puzzle che stanno ancora cercando il loro disegno.

venerdì 17 maggio 2013

Far fiorire un sogno

Domenica è partita la raccolta fondi di Network Mamas.

Cristina, Marco e Matteo stanno mettendo in piedi un progetto destinato alle mamme.

venerdì 10 maggio 2013

Oui, c'est moi

Mi è capitato di leggere in altri blog riferimenti a vittimismo e lamentele che serpeggiano nei blog.

- Eccola là, mi hanno scoperto - mi viene subito da pensare.

Mi lamento spesso. Me lo dicono anche al lavoro che mi lamento. E allora cerco di guardarmi da un'altra prospettiva (come analizzarsi da soli senza andare dallo psicologo! Il risultato non sarà lo stesso, ma vuoi mettere il risparmio?)

Sì, lo ammetto, a volte sono pesante. Però, qual è il confine tra la lamentela e la denuncia? Quando si deve smettere di protestare e concentrarsi sulle cose positive che ci circondano? Non sono forse due attività da portare avanti parallelamente?

Vittimismo. Forse un po'. Qualche volta mi parte la sindrome di Calimero tutto piccolo e nero. Sembra che tutte le sfighe capitino a me, non quelle grandi (per rispetto di chi ha problemi veri), ma le piccole sfighe quotidiane, che concatenate una all'altra ti rodono un pezzettino di fegato ogni giorno.

E' da un po' che penso anche un'altra cosa. Appena sbarcata in questo mondo virtuale vedevo tutto bello, tante belle persone, forse più belle di quelle che conoscevo "dal vivo".

E' passato un po' di tempo (eh sì, sono quasi due anni che giro da queste parti) e vedo le cose in maniera diversa. Ho imparato a distinguere le persone belle da quelle che fanno solo finta. In fin dei conti l'ho sempre pensata così, anche nella vita non ho mai avuto molti amici, convinta che i rapporti importanti vanno coltivati ed è impossibile essere amici amici di tutti.

E mi piacerebbe sapere cosa ne pensate di questa improvvisa libertà, della possibilità data a tutti di scrivere di qualunque cosa, un click et voilà, ecco un post bell'e pronto pubblicato da sconosciuti qualunque.

E allora mi interrogo sul senso dei blog. C'è abbastanza spazio per tutti nella rete? Perché, almeno per me, scrivere serve a liberarmi la testa dai pensieri e schiarirmi le idee, stanarle e metterle nero su bianco, perché quando i pensieri diventano parole (con tutti i limiti che hanno le parole stesse) assumono una forma precisa e questo mi dà un senso di pace.

E perché allora parlarne in pubblico e non scrivere un diario privato? Per il gusto di condividere. Per la curiosità di vedere anche punti di vista diversi e per la solita "pacca sulle spalle" che fa sempre bene e ritrovare le stesse emozioni in altre persone fa sentire meno soli.

Perciò un certo fastidio che si legge in giro per questo dilagare di blogger sconosciuti che si improvvisano scrittori può anche rientrare. Qualcuno si sarà montato la testa, succede spesso, ma la stragrande maggioranza è ben consapevole di non essere Letteratura!

Rompiballe...oui c'est moi.










lunedì 6 maggio 2013

730 e crisi di nervi


Ci si può ridurre tutti gli anni a compilare il 730 all'ultimo momento?

A casa mia sì. Ieri ho passato tutto il pomeriggio e buona parte della serata a cercare di uscirne, visto che avevo l'appuntamento col CAF proprio stamattina.

domenica 28 aprile 2013

Asolo


Perché Asolo è bello e tranquillo, paesetto di merletti e di poesia; perché non è lontano dalla Venezia che adoro, perché vi stanno dei buoni amici che amo; perché è tra il Grappa e il Montello ....
Questo sarà l'asilo della mia ultima vecchiaia, e qui desidero di essere seppellita. Anzi, ricordatelo, e se mai, ditelo ....

Così diceva Eleonora Duse di Asolo, cittadina situata sulle colline del trevigiano. Ci sono tornata il 25 aprile ed è sempre piacevole farci una passeggiata.

Se siete da queste parti e se torna fuori il sole, ve la consiglio.

lunedì 15 aprile 2013

venerdì 12 aprile 2013

Dedicato a M.

Ieri alla mia adorata radio (lo so, lo so che palle 'sta radio) ho sentito questa canzone e ho deciso all'istante che l'avrei postata. Mi ha fatto l'effetto di una coccola, un abbraccio musicale.

mercoledì 3 aprile 2013

Sailing

In questi giorni sono un po' stanca...mi sembra di aver fatto una traversata. Mi è piaciuto, oggi pomeriggio,  ascoltare per caso questa canzone e questa voce ....

sabato 30 marzo 2013

Buona Pasqua


Ecco, in mancanza di materiale recente causa maltempo, posto le foto dell'anno scorso. Arriverà 'sta primavera, prima o poi. O no?
Cari auguri a tutti.

giovedì 28 marzo 2013

Gemma di marzo

Vedi Luca, è difficile per me scriverti una lettera come questa, anche se mi commuovo sempre quando leggo i post sui figli delle altre blogger.
Non sono una di quelle mamme che si ritrovano un fagottino in braccio e si comportano come se avessero fatto la mamma da tutta una vita. Io avevo paura, anche se eri il secondo. Mi ha sempre spaventato avere una creatura che dipendesse in tutto da me. E' una responsabilità enorme, ma per fortuna c'è anche il papà.

martedì 19 marzo 2013

Non sottrarre ma aggiungere

L'altro giorno parlavo con mia cugina del rapporto con i figli adolescenti. Lei insegna e ogni tanto partecipa a corsi di aggiornamento.

Avevo introdotto io l'argomento: si parlava della classe di Luca, composta da ragazzi molto vivaci che fanno impazzire un insegnante in particolare.

lunedì 11 marzo 2013

E succede un quarantotto!

Foto di Alice - scattata in Francia
Oggi compio 48 anni! Sulla mia età sono sempre rimasta sul vago, ma oggi ho deciso di vuotare il sacco.

Non immaginatemi come una signora di mezza età, però, perché non ci siamo proprio.
Sono quasi sempre in jeans, scarpe basse e sempre in attesa che scatti quel qualcosa che scateni un po' di femminilità, ma non c'è verso.

sabato 9 marzo 2013

Semplicemente bambini

"C'è un luogo dove i bambini con gravi patologie tornano ad essere bambini. Un luogo di vacanza dove la vera cura è ridere e la medicina è l'allegria. Con il tuo contributo un bambino trascorre gratuitamente una settimana a Dynamo Camp. Non lo dimenticherà."

Non ho ricevuto mail, non me lo ha chiesto nessuno, ma ho pensato di segnalare questo sito a chi, come me fino a ieri, non conosce questa organizzazione. Ho sentito parlare di Dynamo Camp alla radio per ben due volte negli ultimi due giorni. Non una radio qualunque...LA radio...radio Capital.

Con un SMS puoi regalare una settimana gratis a bambini malati che potranno così ritornare semplicemente bambini in un ambiente protetto e con la indispensabile assistenza medica.

Non so voi, ma più passa il tempo e più sento l'inutilità e la superficialità di tante cose di cui ci attorniamo e provo un'ammirazione infinita per coloro che dedicano il loro tempo agli altri. Che sia il pensiero della vecchia signora (e non intendo la Juve!) o la consapevolezza che la sabbia scende inesorabilmente nella clessidra (senza possibilità di capovolgerla!) e quindi sia importante rivolgere uno sguardo agli altri? Un processo lento che parte dal mondo egocentrico del bambino, dove il mondo gira attorno a lui, fino alla maturità in cui, finalmente, senti di dover alzare lo sguardo e abbracciare il mondo. Senza dover per forza andare in Africa o in chissà quale missione, ma anche tramite i piccoli gesti, le piccole cose.

Beh, comunque la pensiate, un piccolo gesto può essere un SMS al 45505 per regalare una settimana a qualche bambino sfortunato e per dare un po' di respiro alla sua famiglia. Se vi va, dovete farlo subito, però, perché la raccolta termina domani 10 marzo!



mercoledì 6 marzo 2013

Il miglior filo d'erba possibile

La settimana scorsa, grazie all'influenza che mi ha regalato ore preziose, ho letto un libretto che avevo comprato diverso tempo fa, ma che poi avevo abbandonato (leggere due pagine ogni  sera con la testa che ciondola non corrisponde esattamente alla mia idea di lettura)

domenica 3 marzo 2013

Beautiful blogger award

Giorni fa ho ricevuto un premio, molto gradito, da Smemomamma, mitica mamma di tre adorabili gnome. Mi ha illuminato la giornata che non era partita nel migliore dei modi. Grazie ancora Monica.
Avevo già pensato al post di ringraziamento quando si è aggiunta Velma e così adesso questo premio vale doppio.

mercoledì 27 febbraio 2013

I have a dream - W&W

Ho un'idea che mi gira per la testa da più di un anno. Ogni tanto ci penso, ci faccio due conti, poi ritorna in stand-by, per ritornare a ronzarmi insistentemente nella testa di tanto in tanto.

domenica 24 febbraio 2013

Siate Madri

Sarà che sono distesa nel lettone da due giorni, causa influenza, e posso NON fare senza sensi di colpa, ma in questo ozio forzato il mio cervello è partito per la tangente.

Pensavo alla diligenza del buon padre di famiglia. E se, per una volta, prendessimo come esempio la buona madre di famiglia?

sabato 23 febbraio 2013

Adotta un nonno!

Lo dico subito. Il titolo vuole essere provocatorio. La vecchiaia, per me, è sempre stata sinonimo di saggezza e ho sofferto per aver perso presto i miei nonni.

Però, quando leggo o sento al TG che parecchi pensionati si sono presentati alle poste con la lettera di B., scambiando una mera promessa elettorale per un vero modulo per il rimborso dell'IMU la paura mi attanaglia.

lunedì 18 febbraio 2013

Post it - promemoria

18 febbraio 2013


E' una data da ricordare. 

Mio figlio ha detto per ben due volte - Mamma ho fame -

Due volte in un giorno. Non sentire queste parole per anni e poi due volte in un giorno!

Vabbè che esce da quattro giorni di influenza (o meglio un giorno e tre di convalescenza). E vabbè che stamattina eravamo pronti per andare a scuola e poi dopo il latte...patatrac... è successo di nuovo. E vabbè che sono rimasta a casa con lui (che a dire il vero sono stata male anch'io, ma solo con un raffreddore potente) e dopo un'ora saltava sul divano e diceva - mamma ho fame - e non sapevo più cosa fare....

E' stato forte quando, a metà mattina, si è ricordato del suo compagno che ha tanta fame e che ogni giorno approfitta della sua merenda, perché tanto a lui "bastano tre biscotti". Oddio, generoso è generoso...domani mi toccherà dargli due pacchetti!




sabato 16 febbraio 2013

Perché San Remo è San Remo

Ok, qualcuno deve fare il lavoro sporco. Vabbè dai, mi offro volontaria.
Come in Italia nessuno vota per Berlusconi (eppure ce l'abbiamo sui cosiddetti da vent'anni), così, nello stesso modo, nessuno guarda San Remo.

Io un'occhiatina alla manifestazione l'ho sempre data, magari non tutte le sere (cinque serate sono veramente troppe) e magari navigando contemporaneamente.
Perché fa parte della nostra tradizione, perché.... San Remo è San Remo.

Per tanti, però, è troppo popolare. Anzi nazional-popolare. Alcune persone non guardano trasmissioni che non siano di nicchia. Sopra un certo numero di spettatori, il programma diventa tremendamente trash. Così per principio.

Ed alcune edizioni hanno veramente dato il peggio di sè, ma quest'anno ho guardato San Remo molto più del solito, perché la coppia Fazio-Littizzetto è di per sè una garanzia. E al di là della fiducia preventiva, lo spettacolo lo hanno assicurato, con una buona dose di coraggio, sia nella scelta delle canzoni, sia nella scelta degli ospiti.

E gli ascolti, una volta tanto, hanno dato loro ragione. Ascolti molto alti, con un aumento delle persone con un livello di istruzione medio alto. Ma non trovi nessuno che ammetta di averlo guardato.

Perché non è la qualità della trasmissione che conta, non è l'occasione per parlare di diritti fondamentali che  conta, dipende da chi e dove si dicono certe cose, le stesse cose non hanno un loro valore oggettivo. C'è un po' di ipocrisia in questa pratica diffusa, no?

Valeva la pena guardarlo solo per questo 



e per questo



Stasera mi è preso così. Certo, ognuno fa e guarda quello che vuole.

Io per prima non guardo più di tanto la televisione. Però, bisogna distinguere e dare fiducia tutte le volte che si cerca di fare un passo avanti nella qualità.

A meno che non si voglia che la qualità sia cosa per pochi. Io non ci sto.








sabato 9 febbraio 2013

Come hai scelto i nomi dei tuoi figli?

Ma sì, proprio durante il Carnevale mi sono decisa a togliermi (parzialmente) la maschera: vi rivelerò il nome dei miei figli (capirai come sarà facile individuarmi adesso!)

In rete quasi tutte le mamme si sono inventate un nickname per i propri figli, io non l'ho fatto e sinceramente continuare a chiamarli "la grande" e "il piccolo" o "il dodicenne" e "la quindicenne" cominciava a starmi un po' stretto e, perciò, ho preso coraggio da Smemomamma e ho deciso di scrivere questo post "liberatorio", partecipando anch'io al Blog Tank di Donna Moderna.com: il primo dono che fai a tuo figlio è il nome.
Un'esigenza impellente è stata scegliere per entrambi un nome corto, per due motivi:
- il cognome è abbastanza lungo e già ce li immaginavamo brontolare in prima elementare: con tutto il tempo che ci voleva a scrivere nome e cognome, era già bella e finita la lezione!
- è sempre meglio dare un nome corto ai propri figli e non te ne rendi conto subito, ma ben quando cominciano a correre. Lo sketch di Troisi insegna: se chiami tuo figlio Sebastiano, quando "combina" qualcosa e lo devi sgridare - Se-ba-stiaaaa-noooo - quando avrai finito di dire tutto il nome sarà già scappato e a cento metri di distanza. Se invece lo chiami Ciro, - Ciro! - non fa in tempo neanche ad allontanarsi di due passi!

Fatta questa doverosa premessa, il nome dell'attuale quindicenne ha visto me e mio marito concordi, dopo aver letto per benino la lista infinita nei libri sui nomi. L'abbiamo chiamata Laura. E' un nome dolce che rispecchia la sua natura mite (anche se l'età, non proprio facile, sta rivelando una grinta che a volte esplode in maniera esagerata, ma questa è un'altra storia).

Ben diverso è stato scegliere il nome del dodicenne. Non eravamo d'accordo. Ho cercato per lungo tempo di convincerlo che Nicola era un nome bellissimo. A lui ne piaceva un altro, che ora a dire la verità non ricordo. Alla fine abbiamo scelto un nome che piaceva a tutti e due: Luca. Corto, semplice, senza tanti fronzoli....ma, non sapevamo quello che facevamo!

Quasi tutti i bambini di nome Luca che conosco sono tremendi e l'eccezione conferma soltanto la regola. Ve lo assicuro: un nome, una garanzia. Da bambino era una piccola peste (chiedete a sua sorella!) e anche adesso che è un ragazzino, bisogna dire che non scherza.

Però, nomi a parte, sono entrambi simpatici (quando non me li vorrei mangiare, s'intende) e questo non guasta.


venerdì 8 febbraio 2013

Qualcosa di nuovo

In rete circola come un mantra il "cosa volete che il nuovo governo vi restituisca" (io sono convinta che sia partito tutto dall'irriverente Luca Bottura di Lateral (programma mattutino di Radio Capital, grazie al quale vado a lavorare ridendo come una scema) e in tanti si sono scatenati. Le richieste sono le più disparate e a volte poetiche. Insomma a due-trecento euro preferiamo la speranza, c'è poco da fare.