Sto aspettando da due settimane che una non-offerta di lavoro, corredata da non-colloquio telefonico e da non-lettera di referenze diventi qualcosa di concreto: un sì od un no, ma che l'attesa finisca! Dopotutto come dice Patty è un po' come la festa di non compleanno di Alice nel paese delle meraviglie. Mi sono scelta io il nome....si vede che era destino!
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venerdì 14 dicembre 2012
mercoledì 7 novembre 2012
ObamaCare
Avrei voluto scriverlo ieri questo post, prima di sapere come sarebbe andata a finire.
Volevo scrivere che non potevo pensare che gli americani eleggessero Romney, visto che parlavano da giorni di testa a testa tra lui e Obama.
lunedì 8 ottobre 2012
Un sogno per tutti e tutti per un sogno
Tempo fa avevo accennato ad un libro che ho letto: Mollo tutto (e faccio quello che mi pare) di John Williams e avevo promesso che ci sarei tornata sopra.
Ultimamente leggo di tante persone che hanno un sogno, ma che per qualche motivo non riescono a realizzarlo. Credo che alcune riflessioni poste da Williams facciano al caso nostro.
lunedì 24 settembre 2012
Noi valiamo, eccome!
C'è fermento nell'aria. Se nella vita di tutti i giorni trovo persone rassegnate alla vita che conducono, in rete, finalmente, si sta muovendo qualcosa.
Nei giorni scorsi in diversi blog si è affrontato il discorso del lavoro al femminile.
Io sono partita da qui, il blog di La solita mamma che ha voluto amplificare i temi lanciati da diversi blog, e poi ho trovato un ottimo spunto anche qui nel blog Bimbiuniverse che tratta un tema a me caro: il telelavoro.
Il tema accende gli animi. Se da una parte c'è chi dice che restare a casa a fare la mamma è un lavoro, anche se spesso non riconosciuto neanche dalle mamme che invece lavorano fuori casa, dall'altra c'è chi dice che allora chi lavora fuori, ne ha due di lavori, perché quando rientra toglie il cappello di lavoratrice e indossa quello di mamma. C'è poi chi si pone il problema di chi ha lasciato il lavoro per intraprendere qualcosa di nuovo e si chiede se funziona veramente, insomma, vuole sapere com'è andata a finire. Non per ultimo c'è chi si domanda se una conciliazione famiglia-lavoro sia possibile.
Prima di tutto trovo che sia molto bello che cominciamo a interessarci in prima persona dell'organizzazione della nostra vita, invece di lasciarci scivolare addosso i problemi con rassegnazione.
La parola crisi viene usata un po' troppo spesso come alibi per coprire inefficienza e ottusità. C'è tutta la questione del rapporto datore-lavoratore da rivedere. E' chiaro che dipende dal tipo di lavoro, ma se non ci si arena sull'antiquato criterio di valutazione: + ore lavorate = maggiore produttività, se invece di fossilizzarsi sulle ore lavorate ci si basa sui risultati ottenuti, si va oltre la fiducia, perché non serve controllare a vista le persone, se puoi contare sul tuo lavoro finito nei tempi dovuti.
Ed allora, poste queste basi, si potrebbe ragionare di telelavoro, di part-time, dove questo non è possibile, e di flessibilità per garantire un lavoro privo di sensi di colpa: per i figli a casa quando sei al lavoro e per il lavoro quando sei a casa e sai che in quel preciso momento dovresti essere al lavoro. Quante volte ho sentito di non accontentare nessuno: né la mia famiglia a cui ho sottratto tempo prezioso, né al lavoro, che per quanto ti fermi, vai a casa sempre troppo presto.
Detto da una che vive il lavoro con passione, è ora di vivere il nostro tempo con la giusta velocità, senza andare fuori di testa per far combaciare tutti i tasselli del puzzle.
Perciò, non importa se abbiamo deciso di restare a casa e dedicare tutto il tempo alla famiglia, o se abbiamo un lavoro che ci porta fuori buona parte della giornata, mettiamoci insieme, chiediamo la possibilità di scegliere la vita che vogliamo e preferiamo e di essere aiutate in questa battaglia anche dagli uomini e dalle donne che si comportano come loro. Sarà un vantaggio per tutti. Ne sono convinta.
Ed allora, poste queste basi, si potrebbe ragionare di telelavoro, di part-time, dove questo non è possibile, e di flessibilità per garantire un lavoro privo di sensi di colpa: per i figli a casa quando sei al lavoro e per il lavoro quando sei a casa e sai che in quel preciso momento dovresti essere al lavoro. Quante volte ho sentito di non accontentare nessuno: né la mia famiglia a cui ho sottratto tempo prezioso, né al lavoro, che per quanto ti fermi, vai a casa sempre troppo presto.
Detto da una che vive il lavoro con passione, è ora di vivere il nostro tempo con la giusta velocità, senza andare fuori di testa per far combaciare tutti i tasselli del puzzle.
Perciò, non importa se abbiamo deciso di restare a casa e dedicare tutto il tempo alla famiglia, o se abbiamo un lavoro che ci porta fuori buona parte della giornata, mettiamoci insieme, chiediamo la possibilità di scegliere la vita che vogliamo e preferiamo e di essere aiutate in questa battaglia anche dagli uomini e dalle donne che si comportano come loro. Sarà un vantaggio per tutti. Ne sono convinta.
sabato 28 luglio 2012
Perché noi valiamo...se ci crediamo!
Raccolgo il consiglio de La solita mamma. E' nato tutto da questo primo post
La solita blogger ha parlato del sogno di molte blogger di trasformare il piacere di avere un blog in qualcosa di redditizio. Molte di noi hanno pensato almeno una volta: come sarebbe bello trasformare quest'attività così piacevole in un lavoro. Il buonsenso però ci ha portato subito con i piedi per terra perché è risaputo che sono pochi quelli che riescono nell'intento. La solita mamma, come Alice del resto, è cresciuta a "pane e modestia" e quindi, pur esprimendo la voglia di dare voce alle donne...perché noi valiamo!, sostanzialmente ha concluso il post con la consapevolezza che i sogni non costano...perché sono sogni.
domenica 29 gennaio 2012
Sarà....
Sarà che è da una settimana che non esco. Sarà che oggi, forse, sono un po' triste.
Sarà che mi sono messa a riflettere sul mio blog che ha sei mesi circa di vita.
Di quante cose diverse ho parlato. Ho preso spunto dalla mia distrazione, ma quanto mi sono allontanata poi.
Mi sarebbe piaciuto che restasse più leggero e ridanciano, ma io sono fatta anche così... quando mi prendo a cuore una questione, non mollo l'osso. Sono un po' pesante, eh?
martedì 22 novembre 2011
Mamma, manca poco a Natale!
![]() |
| tratto dal web |
No, non è l'esclamazione di uno dei miei figli. Sono proprio io che lo dico.
Ho uno strano rapporto con i regali. Non mi piace farli e neanche riceverli.
Siete ancora lì? Provo a spiegarmi.
Uno dei principali problemi è che non c'è più gusto a fare un regalo. Veramente, non abbiamo più bisogno di niente.
Credo che l'ultima volta in cui sono stata veramente felice di ricevere un regalo sia stato quando ero bambina e quindi parecchi anni fa.
E' davvero difficile essere sorpresi da un regalo ormai. Però, per educazione devi fare finta di essere contentissimo. E questo è il secondo motivo. Spesso la consegna di un regalo si risolve in un momento di imbarazzo. Odio far finta di essere contenta se non lo sono. anche perché tendo ad essere trasparente. La mimica facciale, infida, mi smentisce spudoratamente.
E arriviamo al Natale. Ho cercato negli ultimi anni di convincere la mia famiglia di origine a smettere di farci i regali per Natale. A me basterebbe passare la giornata insieme, visto che non c'è mai tempo per vedersi con calma. Ma, niente. Un anno sembrava fatta e poi, tutto come prima.
Ora, un altro problema è che a me mancano sempre le idee. Ho la fantasia che si scatena se sono impegnata in qualche attività, ma non chiedetemi di mettermi lì a inventare qualcosa, perché mi blocco immediatamente. Perciò, se già è un problema fare un regalo di compleanno, a Natale che devi fare tanti regali contemporaneamente.... è una vera tragedia.
Ci tengo a precisare che non sono "braccina", non è che non voglia spendere. Se ho l'idea giusta, sono la persona più felice del mondo, perché mi fa piacere sorprendere gli altri e farli contenti.
Ah, un'altra cosa. Non mi ricordo, quasi mai, cosa ho regalato la volta precedente e non è bello!
Quindi, essendo il mio primo Natale su questo blog, chiedo a qualche anima buona di darmi qualche consiglio. So che ci sono delle persone che sono un vulcano di idee. Volessero convogliare un po' di lava anche dalla mia parte, ne sarò grata!
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