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sabato 7 giugno 2014

Di treni, sussurri e risate

Oggi vi parlerò di un viaggio.
E' un viaggio che si ripete ogni mattina da tre mesi a questa parte.
C'è un treno, quattro viaggiatrici studenti o lavoratrici, un percorso, una meta da raggiungere. C'è tutto. Gli ingredienti per definirlo un viaggio non mancano, anche se la distanza percorsa non è grandissima.
Ma il vero viaggio non è nello spostamento, nel cambio di città, ma nella qualità del tempo trascorso insieme.
Quattro viaggiatrici: due si conoscevano perché hanno lavorato una vita nello stesso posto, ma in realtà non sapevano proprio niente l'una dell'altra. Le altre due conoscevano una di loro ed è così che, in maniera molto naturale, cominciano a salire insieme e a conoscersi un po' per volta.

lunedì 10 ottobre 2011

Ritorno alle origini

E adesso parliamo di me.
Quando ero piccola ero sempre con la testa fra le nuvole. Mi rivedo seduta sul mio letto che fisso il vuoto e mia mamma che mi chiama e mi riporta all'improvviso alla realtà.
Però, non ricordo particolari problemi a scuola (dovrò chiederlo meglio a mia mamma). Forse avevo troppa paura della maestra per azzardarmi a distrarmi.
Questo mia tendenza a perdermi nei miei pensieri aveva come conseguenza diretta che ci mettevo un sacco a fare qualsiasi cosa e così venivo sempre ripresa per la mia lentezza.
La mia capacità di estraniarmi dal mondo era notevole. Ricordo una volta che dovevamo andare a trovare una zia. Mia mamma è riuscita a chiudere la porta a chiave, scendere le scale e salire in macchina, realizzare che mancava una figlia all'appello, tornare su, riaprire la porta con la chiave, chiamarmi per nome e a quel punto, io, candidamente, ho alzato la testa dal libro che stavo leggendo e con stupore le ho detto: "Eh?"
Adesso questa capacità mi torna utile in ufficio, perché se sono concentrata, non c'è niente che mi possa disturbare: non mi accorgo di quello che mi accade intorno.
Le figure che non ho fatto nel corso degli anni! Come quella volta che un direttore di banca che andava in pensione mi ha gentilmente regalato una rosa. Per non lasciarla in macchina ho deciso di portarla in ufficio; solo che, con la mia grazia, si è sfilata e l'ho persa in parcheggio!
Non si contano le matite che ho dimenticato o, involontariamente prelevato. E tutte le volte che qualcuno me lo fa notare, comincio a ridere, ma a volte sento di essere considerata un po' scema per questo e mi capita di sentirmi inadeguata.
Nel tempo, però, ho trovato colleghi che hanno colto il lato divertente del mio carattere e ci siamo fatti un sacco di risate. Ma di questo parlerò un'altra volta.


                                                                          Alice
 Data originale: 08/06/2011