Visualizzazione post con etichetta cambiare vita. Mostra tutti i post
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domenica 2 febbraio 2014

La donna è mobile....

E' un periodo strano questo.
E' da un po' che non racconto cosa mi sta succedendo e anche questa è una cosa strana, perché negli ultimi due anni e mezzo tutte le volte che c'era qualcosa di "raccontabile" (salvo in caso di timore di ledere la privacy di chi mi vive vicino, direttamente proporzionale all'età dei figli) lo facevo con gioia.

Negli ultimi tempi, invece, mi capita di non leggere nemmeno i blog che, fino a un po' di tempo fa, seguivo quotidianamente, oppure di leggere in silenzio, senza quel contatto attraverso i commenti che tanto mi ha appassionato quando ho iniziato questa avventura.

sabato 28 dicembre 2013

Buon 2014

Il 2013 è stato il mio annus horribilis.
Cosa c'è di peggio dell'essere irrimediabilmente insoddisfatti del proprio lavoro? Senz'altro ritrovarsi senza lavoro.

E non importa se a guardar bene ti ci sei buttata tu in quella situazione. Non importa se sei convinta che questo periodo di pausa possa rivelarsi un'opportunità. Non importa se muori dal desiderio di reinventarti, perché ti sembra che un capitolo della tua vita si sia chiuso e quale momento migliore per guardarsi intorno ed esplorare nuovi orizzonti...

domenica 16 giugno 2013

Una nuova vita

Non è stato come pensavo.
Ho sempre pensato all'ultimo giorno di lavoro come ad una giornata umida, molto umida.
Dopotutto venticinque anni abbondanti, più della metà della tua vita, lasciano il segno.

venerdì 17 maggio 2013

Far fiorire un sogno

Domenica è partita la raccolta fondi di Network Mamas.

Cristina, Marco e Matteo stanno mettendo in piedi un progetto destinato alle mamme.

lunedì 22 aprile 2013

mercoledì 27 febbraio 2013

I have a dream - W&W

Ho un'idea che mi gira per la testa da più di un anno. Ogni tanto ci penso, ci faccio due conti, poi ritorna in stand-by, per ritornare a ronzarmi insistentemente nella testa di tanto in tanto.

domenica 24 febbraio 2013

Siate Madri

Sarà che sono distesa nel lettone da due giorni, causa influenza, e posso NON fare senza sensi di colpa, ma in questo ozio forzato il mio cervello è partito per la tangente.

Pensavo alla diligenza del buon padre di famiglia. E se, per una volta, prendessimo come esempio la buona madre di famiglia?

venerdì 14 dicembre 2012

Attesa

Sto aspettando da due settimane che una non-offerta di lavoro, corredata da non-colloquio telefonico e da non-lettera di referenze diventi qualcosa di concreto: un sì od un no, ma che l'attesa finisca! Dopotutto come dice Patty è un po' come la festa di non compleanno di Alice nel paese delle meraviglie. Mi sono scelta io il nome....si vede che era destino!

lunedì 8 ottobre 2012

Un sogno per tutti e tutti per un sogno

Tempo fa avevo accennato ad un libro che ho letto: Mollo tutto (e faccio quello che mi pare) di John Williams e avevo promesso che ci sarei tornata sopra.

Ultimamente leggo di tante persone che hanno un sogno, ma che per qualche motivo non riescono a realizzarlo. Credo che alcune riflessioni poste da Williams facciano al caso nostro.

lunedì 24 settembre 2012

Noi valiamo, eccome!

C'è fermento nell'aria. Se nella vita di tutti i giorni trovo persone rassegnate alla vita che conducono, in rete, finalmente, si sta muovendo qualcosa.
Nei giorni scorsi in diversi blog si è affrontato il discorso del lavoro al femminile.
Io sono partita da qui, il blog di La solita mamma che ha voluto amplificare i temi lanciati da diversi blog, e poi ho trovato un ottimo spunto anche qui nel blog Bimbiuniverse che tratta un tema a me caro: il telelavoro.

Il tema accende gli animi. Se da una parte c'è chi dice che restare a casa a fare la mamma è un lavoro, anche se spesso non riconosciuto neanche dalle mamme che invece lavorano fuori casa, dall'altra c'è chi dice che allora chi lavora fuori, ne ha due di lavori, perché quando rientra toglie il cappello di lavoratrice e indossa quello di mamma. C'è poi chi si pone il problema di chi ha lasciato il lavoro per intraprendere qualcosa di nuovo e si chiede se funziona veramente, insomma, vuole sapere com'è andata a finire. Non per ultimo c'è chi si domanda se una conciliazione famiglia-lavoro sia possibile.

Prima di tutto trovo che sia molto bello che cominciamo a interessarci in prima persona dell'organizzazione della nostra vita, invece di lasciarci scivolare addosso i problemi con rassegnazione.

La parola crisi viene usata un po' troppo spesso come alibi per coprire inefficienza e ottusità. C'è tutta la questione del rapporto datore-lavoratore da rivedere. E' chiaro che dipende dal tipo di lavoro, ma se non ci si arena sull'antiquato criterio di valutazione:  + ore lavorate = maggiore produttività, se invece di fossilizzarsi sulle ore lavorate ci si basa sui risultati ottenuti, si va oltre la fiducia, perché non serve controllare a vista le persone, se puoi contare sul tuo lavoro finito nei tempi dovuti.

Ed allora, poste queste basi, si potrebbe ragionare di telelavoro, di part-time, dove questo non è possibile, e di flessibilità per garantire un lavoro privo di sensi di colpa: per i figli a casa quando sei al lavoro e per il lavoro quando sei a casa e sai che in quel preciso momento dovresti essere al lavoro. Quante volte ho sentito di non accontentare nessuno: né la mia famiglia a cui ho sottratto tempo prezioso, né al lavoro, che per quanto ti fermi, vai a casa sempre troppo presto.

Detto da una che vive il lavoro con passione, è ora di vivere il nostro tempo con la giusta velocità, senza andare fuori di testa per far combaciare tutti i tasselli del puzzle.

Perciò, non importa se abbiamo deciso di restare a casa e dedicare tutto il tempo alla famiglia, o se abbiamo un lavoro che ci porta fuori buona parte della giornata, mettiamoci insieme, chiediamo la possibilità di scegliere la vita che vogliamo e preferiamo e di essere aiutate in questa battaglia anche dagli uomini e dalle donne che si comportano come loro. Sarà un vantaggio per tutti. Ne sono convinta.






venerdì 14 settembre 2012

E poi non volevi cambiare lavoro? / 2

Immagine tratta dal web
Metti che da un giorno all'altro ti dicano che ci sono degli esuberi e che nel tuo ufficio l'orario verrà ridotto al 50%.

Metti che resti sorpresa, non te l'aspettavi proprio, però l'idea della riduzione di orario, a pensarci bene, capita nel momento giusto. Capita in un periodo in cui vorresti avere più tempo per te e per la tua famiglia.

Metti che all'inizio ti faccia un po' impressione lavorare solo due giorni e mezzo alla settimana, ma poi, ti rendi conto che non è niente male.

mercoledì 5 settembre 2012

Il mio amico giardiniere

Locandina Il mio amico giardiniere

L'avete visto anche voi? E' un film francese con Daniel Auteuil e Jean-Pierre Darroussin: Il mio amico giardiniere.
L'avevo già visto e ricordo che mi aveva colpito, ma ieri sera me lo sono goduta, sola soletta in cucina, con la lacrima libera e nessuno che ti prende in giro.
Parla del nascere dell'amicizia tra un pittore e un giardiniere. O meglio, il rifiorire dell'amicizia, perché in realtà i due uomini si conoscevano da piccoli e si riconoscono, complici, ricordando lo scherzo fatto al maestro delle elementari.

mercoledì 11 luglio 2012

L' Universo è sordo? No, eh!

Sta succedendo di nuovo, tre anni dopo.
Nonostante avesse promesso che sarebbe stata l'ultima volta, l'azienda dove lavoro ha annunciato nuovi esuberi.

martedì 19 giugno 2012

9 Mondays for 9 skills: affrontare i cambiamenti

Ultimo appuntamento dei 9 Mondays for 9 skills promossi dalla "proffa" Palmy e ripresi da La solita mamma. Nel mio caso l'iniziativa si potrebbe rinominare i 9 Tuesdays for 9 skills perche sforo sempre, tanto per non smentirimi.
Come al solito si riflette sulle competenze che i bambini dovrebbero possedere per affrontare meglio il loro futuro.
Dopo fare domande, risolvere problemi, affrontare progetti, coltivare passioni, l'indipendenza, essere contenti di sè stessi, la compassione, e la tolleranza la competenza di questa settimana è: affrontare i cambiamenti.

mercoledì 2 maggio 2012

A.A.A. sogno cercasi

Sogno: Immagine tratta dal web
Questo post è in gestazione già da un po' di tempo. Non lo avevo già scritto ma ce l'ho in testa da un po'.

Quest'anno "festeggerò" 25 anni nel mio attuale posto di lavoro. Sono tanti, vero? Alcune persone non ci credono, non capiscono come si possa stare per tanto tempo nello stesso posto. Quando l'attuale direttore RU ha visto la data di assunzione mi ha chiesto se all'epoca in azienda era consentito il lavoro minorile, perché a dire la verità dimostro qualche anno in meno.
Fino a un paio di anni fa non ero stufa. Non ho fatto sempre le stesse cose, ho cambiato mansioni e il lavoro che faccio da una decina di anni è quello che mi piace di più e perdipiù in mezzo ho avuto anche due figli.

giovedì 8 marzo 2012

8 marzo 2012

Immagine tratta dal web
Questa mattina all'unica persona (un collega) che mi ha fatto gli auguri per l'8 marzo ho risposto che a me piace festeggiare tutto l'anno non solo per un giorno, frase che lui ha accolto con una risatina. Sì, perché oltre a essere distratta, mi capita anche di servire frasi, che possono essere fraintese, su veri e propri piatti d'argento.. ma da portata, nevvero! (A onor del vero, in tarda mattinata, se n'è ricordato anche mio marito... che se legge il post, poi, si offende!)
Non avevo nessuna intenzione di scrivere un post su questa giornata che più passa il tempo e più assomiglia alle quote rosa in politica. Al collega intendevo dire che non dovrebbe esserci bisogno di festeggiare solo per il fatto di essere donne. Dopo secoli dovremmo essere date un po' per scontate, no? Dobbiamo ricordarglielo tutti gli anni che siamo donne, che ci siamo anche noi, che valiamo, che possiamo essere maledettamente in gamba?
Ma non ho iniziato a scrivere questo post con intento polemico.

domenica 20 novembre 2011

Così è la vita



Giovedì su Vanity fair ho letto un articolo sul libro di Concita De Gregorio Così è la vita e mi avevano colpito alcune frasi. Sabato sera, giro canale e la vedo, ospite di Fazio a "Che tempo che fa". A parte la coincidenza, sulla quale tornerò un'altra volta, ho risentito le stesse frasi che mi avevano colpito e ne vorrei parlare.
Il libro parla della morte, con l'intenzione di voler superare la naturale diffidenza e chiusura che hanno normalmente le persone verso questo argomento. Come se non facesse parte comunque della nostra vita o se, ammesso questo, non fosse comunque il caso di  parlarne apertamente.

martedì 11 ottobre 2011

Foglio bianco

Immagine tratta dal web
Avete presente quando vi ritrovate un foglio bianco davanti e non sapete da che parte cominciare.
Volete o dovete scrivere (se si tratta di un esame) ma siete bloccati e non riuscite ad andare avanti.
Beh, in questo periodo mi sento così.
Non ho mai avuto tanta voglia di cambiare lavoro come in questo periodo (anche se mi rendo conto che averlo di questi tempi è già una cosa importante) e visto che i miei figli stanno crescendo, sento la necessità di cambiare il mio stile di vita per star loro più vicina, perché li sento allonanarsi da me e mi rendo conto che una mia certa apatia ha contribuito a creare questo divario.
Però non è facile. Mi piacerebbe fare qualcosa tramite Internet, in modo da gestire il mio tempo in maniera più flessibile. Se qualcuno ha qualche idea, seria ovviamente, si accettano consigli.

                                                                         Alice
Data originale: 10/09/2011 

lunedì 10 ottobre 2011

Capita anche a voi..

Immagine tratta dal web

... di avere voglia di cambiare completamente vita?
A me sì! Durante le vacanze di Natale ho cominciato a pensare di reinventarmi una vita e ho anche fatto un mini business plan per valutare i costi/benefici. Poi ho ripreso a lavorare e  ho vigliaccamente lasciato perdere tutto. Magari un giorno vi racconterò qual era la mia idea.

Però non sono contenta. Non voglio continuare così ma allo stesso tempo non so cosa fare.
Non si tratta solo di cambiare azienda, ho proprio voglia di fare qualcosa di diverso. Ma cosa?
Lavoro con i numeri. Mi piacciono i numeri. Sto bene con loro, sai sempre cosa aspettarti : due + due fa sempre quattro; in un certo senso …ti puoi fidare di loro. Per una come me, poi, con la testa per aria, sono un po’ un’ ancora di salvezza, mi tengono con i piedi per terra.
E sto meglio immersa nei miei calcoli che non nel gelo dell’aria che si respira attorno a me.
Questo forse è il problema più grande. Non sto più bene nel posto di lavoro.
I colleghi non devono essere necessariamente amici, ma ci vivi 8 ore al giorno e se ti ritrovi delle mummie nella scrivania accanto...... veramente non so quanto potrò resistere! Anche perché ero abituata con i vecchi colleghi che erano affettuosi.
Mah, forse sto invecchiando, ma intorno a me vedo solo gente che cerca di fare soldi con il minimo sforzo. E chi sta sopra di loro non trova niente da ridire (forse perché è uguale a loro!)... Le nuove leve.... siamo in una botte di ferro!!
Si accettano consigli.

                                                                         Alice

Data originale: 21/06/2011