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martedì 27 ottobre 2015

Di oggettività e ipocrisia

C'è che non ci capisco più niente.

Mi sembra che non esistano più questioni oggettive, ma solo opinioni. Lo so che non è una novità, ma mi sembra che la cosa ci stia un po' sfuggendo di mano.

mercoledì 19 novembre 2014

Circo Massimo

Recentemente ho riflettuto su quanto la rabbia stia prevalendo sulla mia naturale ironia da un po' di tempo a questa parte.
Dov'è finita l'Alice che sapeva prendere tutti allegramente in giro ma era anche la prima a ridere di se stessa?
O ha cominciato a prendersi decisamente troppo sul serio (vade retro! xx) o bisogna cominciare a lavorarci su, non c'è che dire.

La mia Musa ispiratrice è Ognigiornotuttigiorni, maestra impareggiabile di ironia e capace come pochi di portarti nel suo mondo con poche pennellate efficaci.

E così ho deciso di provarci: invece di scrivere il solito post incazzato, voglio provare a scherzarci su.

venerdì 12 settembre 2014

Un sassolino nella scarpa e razzismi atipici

Ho scritto questo post in luglio, senza sapere se alla fine l'avrei pubblicato.

Detesto passare sempre per quella che si lamenta di qualcosa, ma, a mio parere, faccio media con le persone che non hanno mai niente da dire, persone che si fanno scivolare tutto addosso, perché nella loro testa non ne vale la pena.

Ho ancora un sassolino da togliermi sulla scuola.

Vediamo se riesco a spiegare il mio punto di vista.

mercoledì 9 ottobre 2013

Di biscotti, calciatori e cestisti in erba

Stasera, a tavola, ci eravamo attardati il piccolo atleta ed io.
Mentre finivamo di mangiare abbiamo visto la pubblicità dei noti biscotti, dove c'è il noto calciatore che conforta e incoraggia il piccolo calciatore, dicendogli “E’ proprio quando non va, che devi riprovarci, perché in campo non sei mai solo e vedrai che la palla che aspetti, arriva anche all’ultimo minuto”

giovedì 3 ottobre 2013

Tragedie e mali italiani

Una volta tanto, vedere gli Stati Uniti litigare per difendere gli interessi di parte, mi fa sentire meno sola. Non rido delle disgrazie altrui, per carità, ma l'impasse che stanno passando ha un che di familiare e una volta tanto l'Italia non c'entra niente.

Una cosa che mi fa sentire meno fiera di essere veneta, invece, è l'accusa rivolta dal leghista alla presidente della Camera e al ministro per l'integrazione dopo l'enorme tragedia al largo di Lampedusa. Dice che è colpa loro se è successo quello che è successo, che l'Italia fa di tutto per attirare queste persone.

Ora, non sono io che so e devo risolvere questa difficile questione, ma sarebbe ora che l'Europa si prendesse carico di questa situazione, che è un po' troppo comodo lasciarci qui, al fronte, in prima linea e da soli ad affrontare un problema umanitario.

Ma, nel frattempo, cosa facciamo? Dovremmo forse comportarci come Malta che si è rifiutata di dare soccorso a una nave di migranti?

Non so come la pensate, ma sono convinta che prima di tutto si debba cercare di salvarli e, una volta tanto, sarò retorica, ma sono fiera di essere italiana.

domenica 22 settembre 2013

A.A.A. empatia cercasi

Vi è mai capitato di reagire a certe situazioni in maniera completamente diversa dalle altre persone?
In questo periodo mi capita spesso e la cosa mi sta un po' destabilizzando.

Sarà che esco da un'estate stressante e forse non mi sono mai rilassata abbastanza. Non ho fatto niente di particolare ma il mio cervello e la mia ansia invece hanno galoppato tre mesi di fila.

La faccio breve. C'è una squadra di basket che deve essere divisa in due, causa collaborazione tra squadre e conseguente arrivo di atleti da paesi vicini.

I criteri per la suddivisione sono le caratteristiche fisiche, il talento, le abilità raggiunte, l'impegno. 

Obiettivamente non c'è tanto arrovellarsi quando vedi ragazzini di tredici anni con 20-25 cm di differenza (sì, ci sono ragazzini alti anche 185-190 cm!) o con una struttura muscolare ben definita in fianco ad altri che sembrano bambini con le gambette da fenicottero (ogni riferimento a cose e persone di mia conoscenza è puramente casuale)

Perciò in attesa di avere la lista (scontata) dei nomi delle rispettive squadre, sono rimasta basita quando l'allenatore ha parlato ai ragazzi in spogliatoio, soffermandosi su chi per loro erano i migliori e chi i peggiori, arrivando pure a suggerire i nomi.

Parlandone con le altre mamme, ho avuto modo di constatare che:
1. la maggior parte non ne sapeva niente
2. una volta "aggiornate", le mamme non hanno avuto la mia stessa reazione
3. qualcuno mi ha pure detto che è tutta vita, così si abitueranno ad avere a che fare con persone così in futuro.

Tra gli altri, c'è stato anche chi non ha voluto indagare le reazioni del figlio che ha volutamente omesso di raccontare l'episodio.

E allora mi domando: se fossero arrivati a casa con un taglio in fronte, non si sarebbero fiondati a chiedere spiegazioni?
La mortificazione di un ragazzino attraverso una classifica del tutto inutile e non necessaria vale meno di un taglietto?

O sono io che ingigantisco le cose? Mio figlio non ha particolarmente risentito della vicenda, ma non vorrei che pensasse che sia giusto comportarsi così. E non è questo atteggiamento che mi aspetto da una persona che si ritiene un educatore.

Chi ha voglia di dirmi cosa ne pensa? Anche se non la pensa come me.







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venerdì 26 luglio 2013

Sto bene, sto veramente bene

E' passato quasi un mese e mezzo da quando sono a casa.
Come sto? Bene, continuo a ripetere a tutti che sto bene, che le giornate passano veloci e per il momento mi sento in vacanza.

Ed è vero, eh. Non ho rimpianti.

sabato 16 febbraio 2013

Perché San Remo è San Remo

Ok, qualcuno deve fare il lavoro sporco. Vabbè dai, mi offro volontaria.
Come in Italia nessuno vota per Berlusconi (eppure ce l'abbiamo sui cosiddetti da vent'anni), così, nello stesso modo, nessuno guarda San Remo.

Io un'occhiatina alla manifestazione l'ho sempre data, magari non tutte le sere (cinque serate sono veramente troppe) e magari navigando contemporaneamente.
Perché fa parte della nostra tradizione, perché.... San Remo è San Remo.

Per tanti, però, è troppo popolare. Anzi nazional-popolare. Alcune persone non guardano trasmissioni che non siano di nicchia. Sopra un certo numero di spettatori, il programma diventa tremendamente trash. Così per principio.

Ed alcune edizioni hanno veramente dato il peggio di sè, ma quest'anno ho guardato San Remo molto più del solito, perché la coppia Fazio-Littizzetto è di per sè una garanzia. E al di là della fiducia preventiva, lo spettacolo lo hanno assicurato, con una buona dose di coraggio, sia nella scelta delle canzoni, sia nella scelta degli ospiti.

E gli ascolti, una volta tanto, hanno dato loro ragione. Ascolti molto alti, con un aumento delle persone con un livello di istruzione medio alto. Ma non trovi nessuno che ammetta di averlo guardato.

Perché non è la qualità della trasmissione che conta, non è l'occasione per parlare di diritti fondamentali che  conta, dipende da chi e dove si dicono certe cose, le stesse cose non hanno un loro valore oggettivo. C'è un po' di ipocrisia in questa pratica diffusa, no?

Valeva la pena guardarlo solo per questo 



e per questo



Stasera mi è preso così. Certo, ognuno fa e guarda quello che vuole.

Io per prima non guardo più di tanto la televisione. Però, bisogna distinguere e dare fiducia tutte le volte che si cerca di fare un passo avanti nella qualità.

A meno che non si voglia che la qualità sia cosa per pochi. Io non ci sto.








lunedì 23 luglio 2012

E poi, non volevi cambiare lavoro?

Oggi hanno posto la parola fine alle trattative azienda-sindacati. E forse non solo alle trattative.
Per chi non sa di cosa sto parlando rimando a questo post.

L'azienda è convinta di aver ottenuto un buon risultato. I sindacati sono convinti di aver raggiunto un accordo soddisfacente.

In mezzo ci siamo noi che ci sentiamo presi in giro da tutte le parti. Qualche frecciatina l'ho lanciata, perché passare anche per scemi, mi sembrava decisamente troppo. E' sputare sul piatto dove mangi non stare lì a guardare mentre distruggono tutto? Però, non so perché, a molti piace prenderlo dove non batte il sole e dire anche grazie, e scusate il francesismo.

E così la maggior parte di noi si è salvata con i contratti di solidarietà e per qualcuno invece non c'è stato verso. Come la ragazza che ho salutato oggi pomeriggio. Venerdì hanno detto che nel suo ufficio non c'era più l'esubero dichiarato giorni prima. Oggi pomeriggio, invece, l'esubero c'era e ha dovuto raccogliere le sue cose. Sicuramente hanno pensato di farle passare un fine settimana tranquillo. Sì, sì, deve essere così.

Ho deciso. In ufficio appenderò al muro delle cose stupide, uscite dalle bocche più disparate, un grande cartello con scritto  CARPE DIEM!

Sì perché con gli uffici dimezzati e organizzazione delle ore tutta da vedere, potrà capitare di non incontrare più alcuni colleghi di altri uffici con i quali abbiamo solitamente bisogno di confrontarci. Perché qualcuno potrebbe lavorare tutti i giorni mezza giornata, qualcuno potrebbe lavorare due settimane sì e due no, qualcuno due giorni e mezzo sì e due e mezzo no. Insomma...COGLI L'ATTIMO se hai bisogno di parlare con qualcuno. Ah beh, sì, ci sono le mail. Scriveremo dei tomi interi....

L'altro giorno ho raccontato come stanno le cose a mia figlia. A lei è bastato sapere che farò meno ore per essere contenta e poi ha aggiunto: "E poi, non volevi cambiare lavoro?"
Mi ha fatto sorridere. Ho perfino pensato di lasciare un bigliettino a chi so io, dicendo:

"Grazie Dott. x, oggi ha reso felice mia figlia. So che non era nelle sue intenzioni, ma tant'è"

Quello che non sa mia figlia, però, è che tante persone che lavorano lì non hanno intenzione di cambiare lavoro.
Quello che non sa mia figlia è che a fronte di mezza giornata di lavoro, lo stipendio si ridurrà di poco.
Ma quello che non sa mia figlia è anche che quell'integrazione di stipendio arriverà dalle casse dello Stato.

Perciò, a costo di apparire retorica, è anche grazie agli Italiani che manterremo parte dello stipendio.
So che anch'io ho contribuito alla cassa integrazione di altri lavoratori, ma non posso fare a meno di pensare che sono soldi rubati, una volta di più, dalle tasche sbagliate.







mercoledì 11 luglio 2012

L' Universo è sordo? No, eh!

Sta succedendo di nuovo, tre anni dopo.
Nonostante avesse promesso che sarebbe stata l'ultima volta, l'azienda dove lavoro ha annunciato nuovi esuberi.

martedì 17 gennaio 2012

Solidarietà - seconda parte

Un commento nel post precedente Solidarietà mi ha fatto riflettere e ho deciso di dedicarci un post.
Sì, forse è vero, sono attorniata da persone piuttosto negative che non parlano mai di qualcosa di importante che sia un avvenimento politico o una tragedia come quella della nave da crociera.
Tanto per dire, la mia giornata oggi è cominciata con due grugniti provenienti dall'ala destra dell'ufficio. Ho imparato a lasciarmi scivolare queste cose, ma se ho le palle girate, cominciare così la giornata me la fa rovinare definitivamente.
Non si può negare che negli ultimi anni la gente abbia "dormito" parecchio, ce n'è voluto di tempo per rendersi conto che le cose stavano peggiorando e gente normalmente bacchettona si scagliava contro le persone che accennavano  una protesta definendole moraliste. Beh, io non ho dimenticato. E se l'impegno politico, da destra a sinistra, fosse appena un pochino più serio, ci sarebbe sicuramente un po' di  solidarietà in più per tutti.

domenica 15 gennaio 2012

Solidarietà

Immagine tratta dal web


Ieri ho letto un articolo nel mio settimanale preferito "Vanity fair" che mi ha fatto pensare.
Era un'intervista a Livia Giuggioli, moglie di Colin Firth (sì proprio quello fascinoso fin da quando indossava  quell'orribile maglia con la renna in Bridget Jones).
In realtà l'articolo è solo uno spunto per parlare di qualcosa che mi sta a cuore. Alla fine dell'intervista, Livia si è autodefinita "proactive", la cui traduzione letterale è "adoperarsi attivamente", ma che lei stessa, invece, ha liberamente tradotto "rompicoglioni" (scusate il francesismo).

martedì 1 novembre 2011

Ma sono tutti super?

Immagine tratta dal web

Sono un po’ di anni che non faccio altro che parlare con persone che hanno figli meravigliosi, bravissimi a scuola e molto ubbidienti. Fanno parte di famiglie strafelici, stile mulino , che non litigano mai.
Criticano abbondantemente gli altri, a volte puntando il dito su difetti o atteggiamenti che poi, con una disinvoltura che mi stupisce ogni volta, assumono senza avere il minimo scrupolo o timore di risultare incoerenti.
Ma, c’è un ma… Scopri a distanza di tempo che quei figli che prendevano tutti nove e dieci, e che tu guardavi con infinita invidia, all’esame di terza media hanno un voto finale inferiore a quello di tua figlia!
C’è un altro ma… A volte cominci a criticare un comportamento, ma se mentre parli ti rendi conto che può essere per una situazione in cui ti sei ritrovata anche tu, non ci riesci proprio a continuare la critica. Credo che un po’ di umiltà, a volte, non guasti.