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sabato 15 febbraio 2014

Motivazione, apprendimento e ottusità




Giorni fa mia figlia, che sta attraversando un periodo burrascoso, - quella cosa chiamata adolescenza, ricordate? - mi ha detto:

A me non piace dover studiare un argomento per poi ripeterlo ai professori, mi piacerebbe studiare quello che mi interessa e farlo per me.

domenica 2 febbraio 2014

La donna è mobile....

E' un periodo strano questo.
E' da un po' che non racconto cosa mi sta succedendo e anche questa è una cosa strana, perché negli ultimi due anni e mezzo tutte le volte che c'era qualcosa di "raccontabile" (salvo in caso di timore di ledere la privacy di chi mi vive vicino, direttamente proporzionale all'età dei figli) lo facevo con gioia.

Negli ultimi tempi, invece, mi capita di non leggere nemmeno i blog che, fino a un po' di tempo fa, seguivo quotidianamente, oppure di leggere in silenzio, senza quel contatto attraverso i commenti che tanto mi ha appassionato quando ho iniziato questa avventura.

venerdì 26 luglio 2013

Sto bene, sto veramente bene

E' passato quasi un mese e mezzo da quando sono a casa.
Come sto? Bene, continuo a ripetere a tutti che sto bene, che le giornate passano veloci e per il momento mi sento in vacanza.

Ed è vero, eh. Non ho rimpianti.

martedì 13 novembre 2012

Elogio della lentezza

C'è la lentezza del cadere al rallentatore. Sono passati cinque anni, ma ho ancora in mente quei due occhi neri spauriti che ci fissavano, muovendosi rapidamente a destra e sinistra, durante giornate interminabili anche se racchiuse in poche settimane, volate via rapidamente, troppo rapidamente. Una situazione che precipita, nella sua lentezza.

E' una lentezza "cattiva" perché ti dà modo di vedere il dolore, di toccarlo con mano. E a pensarci bene anche di annusarlo e ascoltarlo. I sensi attivati, intorno a quel letto tra le mura di casa.

lunedì 28 maggio 2012

9 Mondays for 9 skills: essere contenti di sè stessi


Sesto appuntamento dell'iniziativa 9 Mondays for 9 skills promossa dalla "proffa" Palmy e ripresa da La solita mamma.
Si riflette sulle competenze che i bambini dovrebbero possedere per affrontare meglio il loro futuro.
Dopo fare domande, risolvere problemi, affrontare progetti, coltivare passioni e l'indipendenza la competenza di questa settimana è: essere contenti di sè stessi.

lunedì 20 febbraio 2012

La scuola

Immagine tratta dal web
Sono andata a parlare con i professori del piccolo in occasione della consegna delle pagelle.
Non mi posso lamentare, si potrebbe fare di più, ma tant'è.
Come ho già raccontato in altri post, i miei figli hanno ereditato dalla mamma l'etichetta "distratto/a".
Inevitabilmente tutti gli anni, a partire dalla prima elementare, mi sono sentita dire "suo figlio/a è veramente molto distratto/a, tende a isolarsi in un mondo tutto suo."
Beh, non si può dire che ho fatto differenze che per una mamma è sempre una brutta cosa: tutti e due belli distratti.
Però... sì, c'è un però.

lunedì 10 ottobre 2011

E ora parliamo della figlia più grande

Vogliamo parlarne?
Terza media (e di per sè è già un'età difficile! Siamo ai primi segni di insofferenza verso la genitrice - proprio io - la sua mamma!!)
Sono otto anni che ai colloqui con gli insegnanti mi sento ripetere la stessa domanda: "Ma sua figlia, che tipo è?! Sembra che non le interessi molto quello che facciamo in classe, è sempre con la testa da un'altra parte."
E tutte le volte torno a casa e la prego di stare più attenta, non può estraniarsi completamente dal resto del mondo.
E forse sembro anche troppo buona, a qualcuno verrebbe voglia di dirmi che una strigliata ci vorrebbe proprio. E invece io sono convinta di avere urlato anche troppo nel momento sbagliato, cioè in prima elementare.
Alla scuola materna era una bambina solare, sempre pronta a partecipare e a fare le attività proposte con interesse e rispettando le consegne nei tempi e nei contenuti.
In prima elementare, dopo soli quindici giorni, ero già in crisi. E' tornata a casa dicendo che la maestra aveva cancellato la lavagna e lei non aveva finito di copiare e c'è rimasta malissimo! Era a scuola solo da 15 giorni 15!! La maestra ai primi colloqui ha cominciato a parlarmi di questa "lentezza" (altra caratteristica chiave che oltre alla distrazione ha segnato finora la mia vita) come di un problema insormontabile.
Ed io cosa ho fatto? Invece di trovare un modo per avvicinarmi a lei e aiutarla ad abituarsi a questo nuovo mondo, ho cominciato a urlare mentre facevamo i compiti insieme. Così adesso ho un gran senso di colpa e sento di non aver fatto niente per aiutarla e forse la sua risposta nel tempo è stata quella di estraniarsi il più possibile da quella realtà.
Sto realizzando una cosa. Forse non avevo bisogno di un blog, ma di uno psicologo!
Comunque mi piacerebbe che qualcuno mi dicesse cosa ne pensa di questa auto-diagnosi.:)
 
                                                                          Alice
Data originale: 07/06/2011