martedì 18 dicembre 2012

Tadaaaa!

Era da un po' che ci pensavo e finalmente mi sono decisa. 
Ho sempre adorato il cinema e forse, in fondo in fondo, mi è sempre piaciuto il mestiere dell'attore, un po' pazzo e a volte incredulo di fare un lavoro che sembra un gioco. Anche se, come ogni gioco fatto bene, per riuscire bisogna metterci impegno.

Lo spunto è nato dal desiderio di far vedere qualche bel vecchio film ai miei figli e poi l'idea mi ha preso la mano e si è dotata di vita propria.

Ho aperto un altro blog che, ovviamente, vi invito a visitare.

Per cominciare, parlerò di film che ho visto molti anni fa e che all'epoca hanno lasciato un segno che voglio confrontare con le emozioni che la visione mi suscita oggi, parecchi anni dopo e con un marito e due figli in più.

Venite a tovarmi? 

Un film, un grande film! Vi aspetto!

venerdì 14 dicembre 2012

Attesa

Sto aspettando da due settimane che una non-offerta di lavoro, corredata da non-colloquio telefonico e da non-lettera di referenze diventi qualcosa di concreto: un sì od un no, ma che l'attesa finisca! Dopotutto come dice Patty è un po' come la festa di non compleanno di Alice nel paese delle meraviglie. Mi sono scelta io il nome....si vede che era destino!

mercoledì 12 dicembre 2012

Baby boom



Baby boom (1987) regia di Charles Shyer, con Diane Keaton, Sam Shepard e James Spader.

Quando è uscito, avevo parlato di questo film con un mio collega. Ci piaceva commentare i film e ricordare le citazioni che più ci avevano colpito. Nei giorni scorsi l'ho riguardato, perché volevo vedere se l'effetto su di me fosse lo stesso, a tanti anni di distanza e con un marito e due figli in più.

lunedì 3 dicembre 2012

Camera con vista


L'albero è lo stesso dello scorso anno, ma è una sorpresa, ogni volta, aprire la finestra e vedere questo tripudio di rosso. E visto che l'autunno ormai è agli sgoccioli, vorrei rappresentare visivamente la staffetta tra le due stagioni e presentarvi il mio personalissimo albero di Natale stilizzato, così come lo vedo fuori dalla finestra (sembra incredibile ma è lo stesso albero, fotografato nello stesso giorno).

E se in questo momento le foglie che vedete non ci sono più, mi piace l'idea di aver fissato questi colori che, a dispetto della comune percezione dell'autunno come di una stagione triste, a me trasmettono gioia.
Buon inizio di settimana!

venerdì 23 novembre 2012

Di figli e di cristallo

Stamattina sono stata "placcata" da una professoressa del piccolo (che conosco al di fuori della scuola).
- Hai fretta? Posso riceverti? Ricevimento forzato!

E mi ha parlato del calo di rendimento rispetto all'anno scorso. Aveva bei voti in quella materia, mentre quest'anno stenta a decollare.

martedì 20 novembre 2012

Rendere il lavoro più umano, mettere l’uomo al suo centro

Lo so, ogni tanto casco dal pero e probabilmente scopro l'acqua calda.
Sapevo di Della Valle, di Oscar Farinetti, ma di Brunello Cucinelli non avevo mai sentito parlare. Colpa mia naturalmente.

Ed è stato un piacere, perciò, stamattina ascoltare un'intervista a questo imprenditore "illuminato" il cui credo è Rendere il lavoro più umano, mettere l’uomo al suo centro”.
.
Quando ha detto che "alle 18 bisogna andare tutti a casa, perché se si passa del tempo con la famiglia e si è più felici, il giorno dopo si lavora meglio e si è anche più creativi" mi aveva già convinto, ma tornata a casa ho girato in lungo e in largo il sito dell'imprenditore umbro, molto bello e con delle fotografie spettacolari.

Vi riporto alcuni estratti della sua filosofia di vita:

“Ho sempre coltivato un sogno, quello di un lavoro utile per un
obiettivo importante. Sentivo che il profitto da solo non bastava
e che doveva essere ricercato un fine più alto, collettivo.
Ho capito che a fianco del bene economico si pone
il bene dell’uomo, e che il primo è nullo se privo del secondo”
Sembra banale, ma invece è così scontato che il lavoro venga prima di tutto, lavoro che dovrebbe dare dignità all'uomo e invece, sempre più spesso, gliela toglie.


“Dare all’impresa un senso che vada oltre il profitto, e reinvestire per migliorare la vita di chi lavora, per valorizzare e recuperare le bellezze del mondo".
Ed è per questo che la sua azienda ha investito nel restauro del vecchio borgo di Solomeo e in altre iniziative volte alla salvaguardia del territorio e del bene comune.

Mi conosco. Tendo facilmente a idealizzare le persone. Penso che a parole sono tutti bravi, poi bisogna vedere davvero come stanno le cose. Però, poi continuo a leggere nel sito:


"Viene abolita la prassi burocratica delle marcature segna- presenze; l’accesso ai luoghi di lavoro è del tutto libero, e sono eliminate anche le formalistiche gerarchie ramificate, recuperando la dignità di ciascuno nel rispetto dei valori umanistici di tutti."
E mi dico che allora si può fare. Si può concretamente cambiare direzione. E' il terzo imprenditore, insieme ai due che ho citato sopra, che sento seriamente intenzionato ad avere un occhio di riguardo nei confronti delle persone. E chissà quanti altri ce ne saranno che non conosco.

Parlare della crisi per dire ogni giorno "chissà se ne verremo fuori" non serve a niente. Puntiamo a esempi positivi. E se possiamo, facciamo in modo, o chiediamo a gran voce che diventino la normalità.

La solita idealista?





martedì 13 novembre 2012

Elogio della lentezza

C'è la lentezza del cadere al rallentatore. Sono passati cinque anni, ma ho ancora in mente quei due occhi neri spauriti che ci fissavano, muovendosi rapidamente a destra e sinistra, durante giornate interminabili anche se racchiuse in poche settimane, volate via rapidamente, troppo rapidamente. Una situazione che precipita, nella sua lentezza.

E' una lentezza "cattiva" perché ti dà modo di vedere il dolore, di toccarlo con mano. E a pensarci bene anche di annusarlo e ascoltarlo. I sensi attivati, intorno a quel letto tra le mura di casa.

mercoledì 7 novembre 2012

ObamaCare

Avrei voluto scriverlo ieri questo post, prima di sapere come sarebbe andata a finire.
Volevo scrivere che non potevo pensare che gli americani eleggessero Romney, visto che parlavano da giorni di testa a testa tra lui e Obama.

giovedì 1 novembre 2012

I'm calling you

Ultimamente mi capita più spesso di leggere i blog degli altri che non di aggiornare il mio.
Sono "bloggata". Certi giorni mi sembra di non avere proprio niente da dire.
Perciò cosa c'è di meglio del silenzio? ..... La musica!
Per voi che passate di qua.


lunedì 8 ottobre 2012

Un sogno per tutti e tutti per un sogno

Tempo fa avevo accennato ad un libro che ho letto: Mollo tutto (e faccio quello che mi pare) di John Williams e avevo promesso che ci sarei tornata sopra.

Ultimamente leggo di tante persone che hanno un sogno, ma che per qualche motivo non riescono a realizzarlo. Credo che alcune riflessioni poste da Williams facciano al caso nostro.

lunedì 1 ottobre 2012

E festa sia!

Il primo ottobre 1987 è cominciata per me una nuova avventura. Ho iniziato a lavorare in un'azienda relativamente grande e per di più a soli dieci chilometri da casa. Ne ero fiera.
Sono passati 25 anni da quel giorno. In questi anni ho lavorato tanto, ho imparato tante cose, ho conosciuto persone speciali. Ho anche riso tanto. Quel ridere spensierato che ti puoi permettere quando stai bene, quando ti senti "a casa".
Non c'è granché da festeggiare: nozze d'argento da separati in casa, tanto che oggi sono a casa e non al mio posto, anche se non sarebbe cambiato niente. Una giornata normale, in mezzo a gente indifferente.

Ma non vuole essere un post triste. Un pezzo della mia vita l'ho passato lì dentro e, porca miseria, anche da sola voglio festeggiare. Brindate con me?

E adesso musica!

lunedì 24 settembre 2012

Noi valiamo, eccome!

C'è fermento nell'aria. Se nella vita di tutti i giorni trovo persone rassegnate alla vita che conducono, in rete, finalmente, si sta muovendo qualcosa.
Nei giorni scorsi in diversi blog si è affrontato il discorso del lavoro al femminile.
Io sono partita da qui, il blog di La solita mamma che ha voluto amplificare i temi lanciati da diversi blog, e poi ho trovato un ottimo spunto anche qui nel blog Bimbiuniverse che tratta un tema a me caro: il telelavoro.

Il tema accende gli animi. Se da una parte c'è chi dice che restare a casa a fare la mamma è un lavoro, anche se spesso non riconosciuto neanche dalle mamme che invece lavorano fuori casa, dall'altra c'è chi dice che allora chi lavora fuori, ne ha due di lavori, perché quando rientra toglie il cappello di lavoratrice e indossa quello di mamma. C'è poi chi si pone il problema di chi ha lasciato il lavoro per intraprendere qualcosa di nuovo e si chiede se funziona veramente, insomma, vuole sapere com'è andata a finire. Non per ultimo c'è chi si domanda se una conciliazione famiglia-lavoro sia possibile.

Prima di tutto trovo che sia molto bello che cominciamo a interessarci in prima persona dell'organizzazione della nostra vita, invece di lasciarci scivolare addosso i problemi con rassegnazione.

La parola crisi viene usata un po' troppo spesso come alibi per coprire inefficienza e ottusità. C'è tutta la questione del rapporto datore-lavoratore da rivedere. E' chiaro che dipende dal tipo di lavoro, ma se non ci si arena sull'antiquato criterio di valutazione:  + ore lavorate = maggiore produttività, se invece di fossilizzarsi sulle ore lavorate ci si basa sui risultati ottenuti, si va oltre la fiducia, perché non serve controllare a vista le persone, se puoi contare sul tuo lavoro finito nei tempi dovuti.

Ed allora, poste queste basi, si potrebbe ragionare di telelavoro, di part-time, dove questo non è possibile, e di flessibilità per garantire un lavoro privo di sensi di colpa: per i figli a casa quando sei al lavoro e per il lavoro quando sei a casa e sai che in quel preciso momento dovresti essere al lavoro. Quante volte ho sentito di non accontentare nessuno: né la mia famiglia a cui ho sottratto tempo prezioso, né al lavoro, che per quanto ti fermi, vai a casa sempre troppo presto.

Detto da una che vive il lavoro con passione, è ora di vivere il nostro tempo con la giusta velocità, senza andare fuori di testa per far combaciare tutti i tasselli del puzzle.

Perciò, non importa se abbiamo deciso di restare a casa e dedicare tutto il tempo alla famiglia, o se abbiamo un lavoro che ci porta fuori buona parte della giornata, mettiamoci insieme, chiediamo la possibilità di scegliere la vita che vogliamo e preferiamo e di essere aiutate in questa battaglia anche dagli uomini e dalle donne che si comportano come loro. Sarà un vantaggio per tutti. Ne sono convinta.






martedì 18 settembre 2012

Meditate gente meditate!

dal web (anzi Mrs.)
Ore 11.30, al supermercato con mia mamma.

Davanti al banco dei salumi incontriamo una signora che mia mamma conosce.

Signora: - Buongiorno, come sta? La vedo bene. E questa? E' sua nipote?
Mamma: - Nooo, è mia figlia!
Signora: - Così giovane!
Io: - Beh, proprio giovane giovane...
Signora: - Ma quanti anni avrà... io le do 27 anni!

lunedì 17 settembre 2012

Premio Simplicity

Approfitto di questo post per ringraziare tutte le persone che mi hanno attribuito riconoscimenti per il blog.
Il bello di questa cosa è che fa veramente piacere che qualcuno abbia pensato a te, nel fatidico momento della scelta. Poi ti ritrovi ad assegnarlo più o meno alle stesse persone e allora ogni tanto salti (e diciamola tutta, anche perché ti rifiuti di ammettere pubblicamente che di make-up ecc. non te ne intendi proprio per niente! e gli ultimi premi erano infarciti di domande sibilline)

Però, questo non potevo farlo passare, perché la semplicità è una delle doti che amo di più (anche se i compiti da svolgere non sono per niente facili, eh) e per il gusto di affidarlo a persone che raccontano di sè nei loro blog.

E quindi grazie grazie a Monica che mi ha generosamente affidato questo Premio Semplicity che, fiera, riporrò nella bacheca insieme agli altri.


Ed ora i compiti per casa:

1. rispondere alla domanda fissa - che cos'è la semplicità?


Cosa vuol dire essere semplici? Per me significa non essere sosfisticati. Significa conservare, insieme alla consapevolezza da adulto, uno sguardo innocente da bambino, lo stupore per le meraviglie della natura, la naturalezza nei rapporti con gli altri.


2. dedicare un'immagine a chi ti ha dato il premio:


Monica mi dà l'impressione di una donna che sa tenere a bada le situazioni e questa foto mi dà un senso di calma e di pace nella sua semplicità.

3. passare il premio a 12 blogger che si raccontano attraverso i loro post:

Monica (per come si racconta nel suo blog, così come un racconto tra amiche)     
La solita mamma (per la raffinata semplicità con cui racconta di sè e della passione per i libri)
Velma (semplice nella sua lucida follia)
Dammi la manina (per la descrizione ironica delle sue giornate)
Neuropepe (perché ho avviato un progetto di co-housing in una di queste meravigliose casette)
Ogni giorno a piccoli passi (perché è forte nella sua fragilità e faccio il tifo per lei)
Sulla sponda del fiume (perché mi fa tenerezza nella sua battaglia quotidiana in questi primi mesi di Adele)
Laura Mint (perché è l'immagine della voglia di vivere)
Priorità e passioni (perché sa farti viaggiare nel mondo e con la mente e impari senza quasi rendertene conto)
Blumoon (perché sa leggere nell'anima)
Passione fotografica (perché sa cogliere la bellezza e abbinarle le parole esatte)
Il mio superpapà (perché è bello sentire un papà che parla delle proprie emozioni)

e tutto questo lo fanno con semplicità.