venerdì 13 giugno 2014

Parto...da qui

A lei era rimasto impresso il racconto del terzo parto della moglie di suo cugino: non aveva fatto in tempo ad andare in ospedale e la bambina era nata sul divano in pelle di casa. Le erano rimaste impresse le parole che avevano usato per raccontare questa nascita avventurosa: "la bambina era nata in pochi minuti e...aveva fatto "sguishh".
Ecco, era con quel suono in testa che al corso preparto, aveva domandato "ma come mi devo regolare se il travaglio parte velocemente?" e le due ostetriche scambiandosi un sorriso con l'aria di chi la sa lunga, mi hanno detto di non preoccuparmi, che c'è sempre tutto il tempo per arrivare in ospedale e che i parti veloci sono rari.

Doveva essere una di quelle due ostetriche che ha assistito al mio parto quella sera. Ero alla 41esima settimana e quel pomeriggio avevano deciso di indurre il parto, perché da dentro, intenzioni di uscire non ce n'erano.

Ma ricordo bene che verso le dieci e mezza di sera, alle domande delle mie sorelle fuori in attesa, lei, forse con la stessa aria di chi la sa lunga, aveva detto: "Oh, manca ancora tanto...ci vorranno delle ore!"
A quelle parole mi è mancato il respiro, perché le contrazioni si facevano sempre più dolorose. L'ora precedente era stata allietata dai tentativi dell'ostetrico del turno precedente di farsi capire da una signora straniera. Con comici gesti e gemiti cercava di indurla a spingere, ma dalla mia stanzetta si sentivano i lamenti di questa donna che diceva cose incomprensibili e che, sussurrando, diceva qualcosa che a me ricordava tanto pape satàn, pape satàn e tra una contrazione e l'altra ridevo con mio marito e mi veniva da concludere con un bel "aleppe!".

Al cambio di turno la mia ostetrica si era convinta che le cose per me dovevano andare per le lunghe, tanto che aveva già preparato tutte le carte con l'indicazione del giorno successivo.
Il sorriso le si è spento sulle labbra quando ha realizzato che la mia piccola è nata a mezzanotte meno due minuti e ha dovuto rifare le carte daccapo. Ben le stava!

Uno si immagina il parto come un momento emozionantissimo ed invece, io che mi commuovo anche solo ascoltando la radio, in quei momenti ero lucidissima e attenta a tutti i particolari, tanto che ho sentito uno scrocchio e ho avuto conferma il giorno dopo che c'era stata una piccola frattura "a legno verde" alla spalla: il medico è rimasto sorpreso che me ne fossi accorta. Chi si è commosso invece è mio marito: l'ho sentito tirar su con il naso di nascosto.

E poi sei arrivata tu, ti hanno appoggiata su di me, e dopo una rapida occhiatina di ricognizione (nove mesi ad immaginarti sono tanti) mi sono finalmente rilassata, grazie anche al dolore che come d'incanto è svanito all'improvviso.
E chissà come mi hai guardato tu. Non sapevi ancora che per fare, inconsciamente, un dispetto all'ostetrica, diciassette anni fa ti ho fatto nascere in un bel venerdì 13 giugno, proprio come oggi. Me lo hai sempre rinfacciato. ;-)
Buon compleanno amore.

P.S. Che il secondogenito abbia rischiato di nascere in macchina, magari lo racconto un'altra volta.

Non sono su Facebook, perciò non so se posso partecipare al Contest, ma l'immagine mi piaceva e allora la metto qui sotto. Va bene?



22 commenti:

  1. Auguri Laura.
    e auguri anche ad Alice e papà.

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  2. Tanti auguri alla tua pargoletta (ormai una donna)... E' stato davvero bello "ascoltare" questo tuo racconto, delicato come solo l'amore di una mamma può essere.
    Un caro abbraccio

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    1. Grazie a te Francesca. Allora posso lasciarla l'immagine!

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  4. Auguri alla tua ragazza!!!
    E auguri anche alla sua mamma, che, si sa, con una ragazza di 17 anni ci vuole tanta pazienza "mammica" ;D

    P.S. Potrebbe essere mia figlia, la tua, se non fosse che, anch'io, in quel 13 giugno, avevo nella pancia un principe felice da sei mesi (anche lui nato con induzione al parto alla 41esima settimana!)

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    1. Grazie Ninin. Eccerto che ci vuole tantissima pazienza "mammica". Diciamo pure che rispetto alle difficoltà del rapportarsi con un'adolescente, il parto è una passeggiata! ;-)

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  5. grazie!!! ma tanto mica è un contest solo per gli abitanti di facebook :-)

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    1. Ah beh, allora metto anche il banner con la scritta che si muove! Grazie a te.

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  6. Auguroni alla tua adolescente, che possa presto imparare ad orientarsi serenamente.

    Auguri sinceri.

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    1. Grazie Asaka, come stai?
      Sì, lo spero anch'io...se poi è come la madre...qui si naviga a vista!

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    2. Sto bene, grazie. :)

      Io penso che un po' tutti navighiamo a vista... potrei dire che la differenza semmai è tra chi ne è consapevole o meno, ma forse è anche tra chi sa accettare questa verità e chi io (io no XDDD).

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    3. E allora costruiamola noi questa rotta. Facciamo qualcosa, anche piccola, ma che ci faccia star bene e che sia la nostra stella polare! Cosa dici? Esagerata per le otto di mattina? ;-)

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    4. Penso che per costruire la propria rotta, sia prima necessario essere consapevole di navigare a vista, e poi accettarlo veramente... non essere rassegnato, ma accettarlo.

      ... Come dici? Sono ripetitiva? :-P

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    5. No dai, appena appena ;-P
      E' meglio essere rassegnati o accettare e prendere in mano 'sto timone?
      Il potenziale inespresso è un crimine contro l'umanità. E' triste vedere dall'altra parte la serenità dell'incapace
      Ma siamo sicuri che così si vive meglio?
      Mi sembra di parlare a mia figlia haha....allora possiamo star certi dell'efficacia delle mie parole ;-P
      Trovi che anch'io sia ripetitiva?

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    6. La serenità dell'incapace... Forse una persona "incapace" è meglio che sia serena, piuttosto che si torturi per l'intera vita per ciò che non può essere. Scusa, ma mi ha colpito questa frase.

      Comunque no, non trovo che tu sia ripetitiva. Trovo solo che sia difficile ragionare di questi argomenti in maniera generale, perché ogni individuo è un mondo a sé.

      Bye. :)

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    7. Ci avrei scommesso che l'avresti notata. Ma avevo in mente un particolare tipo di "incapace": l'incapace consapevole, quello che fa di tutto per non migliorare, perché è più comodo così. Ultimamente c'è qualche incapace in giro un po' meno sereno...eh eh...e non per cattiveria, ma perché non riesco proprio a capacitarmi che si possa passare le giornate così. Forse, proprio perché anche l'incapace consapevole ha del potenziale inespresso ed è l'impegno che conta al di là dei risultati. Ma sono andata off topic, perché mi sto riferendo al mondo del lavoro.
      P.S. Se hai voglia di continuare il discorso, sai dove scrivermi.
      ciao Asaka

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  7. che emozione quei momenti... li hai descritti benissimo nonostante il tempo, fantastico!

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    1. Sai Serena, ci sono tante piccole cose dell'infanzia dei miei figli che non ricordo bene e che vorrei aver scritto per mantenerne il ricordo. Ognuno vive il parto a modo suo. A me si sono fissati nella memoria tanti piccoli particolari, che ho vissuto con una lucidità insolita, anche se a pensarci bene, nei momenti importanti, l'Alice svagata lascia il posto a una Alice concreta che evidentemente e quasi inconsapevolmente trova le risorse dentro di sè per affrontare quei momenti. Lo stupore per essere riuscita in una cosa così grande pian piano ha lasciato il posto ad un'amore che cresce giorno per giorno, insieme alle preoccupazioni sì, ma che ti fa capire che non saresti la stessa, oggi, adesso, senza di loro. Grazie Serena.

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  8. Dare la vita deve essere un'esperienza meravigliosa, a prescindere dal dolore e dalle "avventure" che questo comporta!
    Un saluto....ed auguri in clamoroso ritardo a tua figlia. :)

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    1. Oh sì, Mr. Loto. E anche se quando diventano adolescenti, qualche brutto pensiero lo fai, non torneresti mai indietro. Ti tieni tutto il pacchetto con le gioie e le fatiche che questo comporta. Però, a quest'età, alla loro età intendo, devi ricominciare tutto daccapo...è come un nuovo parto!
      Grazie per gli auguri, non scadono mai!

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