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mercoledì 17 dicembre 2014

Circo Massimo - continua

Le mie giornate al Circo Massimo continuano ad essere fonte di perplessità.

Quello che non riesco a mandare giù è che non sfruttino le persone per le proprie competenze.

Per giorni e giorni DP non ha saputo far altro che trovarmi dei lavoretti da poco, come andare in macchina a prendere o portare ricevute nei comuni vicini e a farle da autista per tutta una mattinata.

Lavoro da quasi trent'anni e francamente è già abbastanza deprimente ritrovarsi alla vigilia dei cinquanta senza lavoro, senza dover sopportare i comportamenti più o meno consapevoli dei dipendenti pubblici.

giovedì 3 ottobre 2013

Tragedie e mali italiani

Una volta tanto, vedere gli Stati Uniti litigare per difendere gli interessi di parte, mi fa sentire meno sola. Non rido delle disgrazie altrui, per carità, ma l'impasse che stanno passando ha un che di familiare e una volta tanto l'Italia non c'entra niente.

Una cosa che mi fa sentire meno fiera di essere veneta, invece, è l'accusa rivolta dal leghista alla presidente della Camera e al ministro per l'integrazione dopo l'enorme tragedia al largo di Lampedusa. Dice che è colpa loro se è successo quello che è successo, che l'Italia fa di tutto per attirare queste persone.

Ora, non sono io che so e devo risolvere questa difficile questione, ma sarebbe ora che l'Europa si prendesse carico di questa situazione, che è un po' troppo comodo lasciarci qui, al fronte, in prima linea e da soli ad affrontare un problema umanitario.

Ma, nel frattempo, cosa facciamo? Dovremmo forse comportarci come Malta che si è rifiutata di dare soccorso a una nave di migranti?

Non so come la pensate, ma sono convinta che prima di tutto si debba cercare di salvarli e, una volta tanto, sarò retorica, ma sono fiera di essere italiana.

sabato 25 agosto 2012

Certe notti

Stanotte ho dormito pochissimo. Mi giravo e rigiravo nel letto. Sarà che la settimana è stata un tour de force.
Domenica mattina ero ancora in Puglia, martedì sera sono partita per la montagna e sono tornata ieri sera. Non era previsto.
Mi interrogavo sul mio essere figlia, madre, sorella, amica e perché no anche moglie. E il bilancio era inevitabilmente negativo. Certe notti e quel senso di inadeguatezza.

Stamattina, per non farci mancare niente, siamo andati al mare. L'ultima giornata di vacanza prima di riprendere il lavoro lunedì.
E nel tardo pomeriggio ho cominciato a parlare con una donna, vicina di ombrellone.
Lo spunto è stato un rimprovero ai nostri figli, contemporaneamente. L'ho guardata e sorridendo le ho detto: "Facciamo a cambio?" "No" ha risposto "ce l'ho da 6 anni e me lo tengo"
Partendo dall'esperienza dei nostri figli, abbiamo cominciato a parlare. 
E' strano come ci si possa trovare bene con una persona che non si conosce. Una persona semplice, non sofisticata, che sembra condividere i nostri stessi valori e con cui sembra così facile parlare. Meglio di tante persone che conosco.

Non ha dato risposte ai miei interrogativi notturni, che domani magari svaniranno nel nulla, ma mi ha rasserenato la giornata. Ci vuole così poco, a volte.



giovedì 19 aprile 2012

Fai bei sogni


 
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Mi piacerebbe condividere con chi passa di qua una lettura che ho fatto di recente.
Vorrei sottolineare che il libro in questione l'ho comprato al supermercato, cosa non abituale per me.

E' stata una cosa strana. Passando davanti allo scaffale mi ha colpito. E' un po' come se fosse stato lui a scegliere me e non il contrario.

Lo so che posso sembrare un po' matta, ma mi andava di condividere anche l'antefatto.


Si tratta di Fai bei sogni di Massimo Gramellini. L'autore è ospite fisso di "Che tempo che fa" nella puntata del sabato;

E' autobiografico. Parla della difficoltà incontrata dall'autore nell'affrontare la vita dopo una grave perdita che lo ha colpito durante l'infanzia.

E' un viaggio alla ricerca della felicità, o anche solo di raggiungere la consapevolezza di meritarsela questa felicità, come se fosse lì alla portata di tutti tranne che alla tua.

E' il punto di vista di un figlio, ormai cresciuto, che racconta quanto possa essere devastante la mancanza di certezze, soprattutto quando si è talmente piccoli che è così facile pensare di essere stati puniti perché si è commesso, sicuramente, qualche grave errore.

Leggendolo, ho cercato di interpretare il punto di vista della madre, con tutte le sue debolezze, i suoi errori, le sue paure.

Mi ha fatto commuovere.

Da piccoli si crede che i genitori sappiano tutto, abbiano sempre la risposta giusta. Non è così.

Non ho mai dato risposte, così tanto per dare, ai miei figli. Non ho mai avuto paura di sembrare normale e non una superdonna, come ci vedono i bambini da piccoli.

Forse così, sarà più lieve la delusione per loro. Sarà più facile accettare che siamo persone normali, con i nostri difetti, le nostre ansie e le nostre paure.
Ma sempre pronti ad aiutarli e a cercare, insieme, le risposte che non conosciamo.