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martedì 18 febbraio 2014

Famiglia in Cammino in Australia

E' da un po' che voglio scrivere questo post, ma la mia testa ultimamente è presa da tante cose e non bazzico più da queste parti come vorrei.

Ma non posso attendere oltre. L'anno scorso ho scoperto una famiglia speciale: Mamma, Papà, la Grande e la Piccola. Li ho scoperti mentre intraprendevano un'avventura bellissima: il Cammino di Santiago, a piedi, spingendo i passeggini. Per chi capita qui per la prima volta, o segue il blog da poco, ne ho parlato qui.


sabato 10 agosto 2013

Il coraggio di trovare le risposte



Ci sono cose che non riesco a sopportare neanche nei film, figuriamoci nella vita vera.

Era da un po' che volevo scrivere questo post, ma non trovavo le parole. Non è un post da Ferragosto, che ci siamo quasi, ma neanche il dolore fa caso al calendario.

A volte, l'unico modo per rispondere al dolore, quello con la D maiuscola, è quello di aprirsi, anche se tendenzialmente si tende a chiudersi, in un tentativo estremo di proteggersi, con un gesto consolatorio.

sabato 27 luglio 2013

Passeggini in Cammino e occhi di bambina

In questi giorni Santiago di Compostela è tristemente famosa per il deragliamento del treno e, pare, a causa dell'idiozia umana.

Ma il post che ho in mente da qualche giorno nasce dal fatto che, leggendo un giornale, ho scovato una famiglia fantastica che sta vivendo un'avventura meravigliosa: il Cammino di Santiago. Agata e Sergio, muniti di carrozzine, anzi "carrozze", spingono per giornate intere le loro bambine, Caterina e Silvia, di 5 e 3 anni (che ovviamente non potrebbero sostenere 25-30 km. al giorno).

martedì 28 maggio 2013

Adolescenti work in progress

E' giunto il momento.
No, perché mi sembra di vedere le mamme che leggono i miei post (e quelli de LaNinin) con tag "adolescenza". Mani sulle orecchie e "ba-ba-ba-ba-ba" a tutto spiano.

E' giunto il momento di parlare degli aspetti positivi.

I bambini piccoli sono adorabili. Li vorresti mangiare, ti ispirano talmente tanta tenerezza che li soffocheresti di baci.

Gli adolescenti mantengono le distanze, soprattutto se maschi. "Hanno ormai una certa età" per certe cose. E se a te scappa un bacetto, ti dicono: "Ma...mamma!" Poi, però, se allunghi un braccio per prendere qualcosa mentre fai colazione, può succedere che si appoggino con la guancia, con gesto furtivo.

Le adolescenti invece hanno un bisogno improvviso di un abbraccio molto lungo. Possono stare sulle sue, ore e ore, ma anche giornate,  e poi improvvisamente sentono il bisogno di abbracciarti e ti stringono forte. E sparano parole su parole a raffica, ti raccontano della scuola, di un libro, di un film, come un fiume in piena.

I bambini ti fanno divertire con le lore parole inventate e con le loro osservazioni ingenue e per questo profonde.

Con gli adolescenti arriva il momento in cui apprezzi la loro compagnia, stai parlando di una cosa e poi il discorso si sposta su un'altra e pensi tra te e te: "Che bello poter parlare con loro, sentirli esprimere un parere, un punto di vista, vederli fare un ragionamento in autonomia". Poi magari il tutto si conclude con qualche sciocchezza, o con un litigio, ma per un attimo hai intravvisto quel cartello "lavori in corso", e hai visto un uomo e una donna in erba che ogni giorno fanno un passo dopo l'altro per essere se stessi.

E sì, a volte ti prende un po' di nostalgia per quei bambini, ma anche se ci saranno musi lunghi, litigate e arrabbiature, puoi solo augurarti con tutta te stessa che diventino grandi e che trovino la loro strada.

Ti fanno arrabbiare, ti fanno disperare, ma sono solo anime in tumulto, un gioco ad incastro di piccoli pezzi di puzzle che stanno ancora cercando il loro disegno.

giovedì 28 marzo 2013

Gemma di marzo

Vedi Luca, è difficile per me scriverti una lettera come questa, anche se mi commuovo sempre quando leggo i post sui figli delle altre blogger.
Non sono una di quelle mamme che si ritrovano un fagottino in braccio e si comportano come se avessero fatto la mamma da tutta una vita. Io avevo paura, anche se eri il secondo. Mi ha sempre spaventato avere una creatura che dipendesse in tutto da me. E' una responsabilità enorme, ma per fortuna c'è anche il papà.

sabato 9 marzo 2013

Semplicemente bambini

"C'è un luogo dove i bambini con gravi patologie tornano ad essere bambini. Un luogo di vacanza dove la vera cura è ridere e la medicina è l'allegria. Con il tuo contributo un bambino trascorre gratuitamente una settimana a Dynamo Camp. Non lo dimenticherà."

Non ho ricevuto mail, non me lo ha chiesto nessuno, ma ho pensato di segnalare questo sito a chi, come me fino a ieri, non conosce questa organizzazione. Ho sentito parlare di Dynamo Camp alla radio per ben due volte negli ultimi due giorni. Non una radio qualunque...LA radio...radio Capital.

Con un SMS puoi regalare una settimana gratis a bambini malati che potranno così ritornare semplicemente bambini in un ambiente protetto e con la indispensabile assistenza medica.

Non so voi, ma più passa il tempo e più sento l'inutilità e la superficialità di tante cose di cui ci attorniamo e provo un'ammirazione infinita per coloro che dedicano il loro tempo agli altri. Che sia il pensiero della vecchia signora (e non intendo la Juve!) o la consapevolezza che la sabbia scende inesorabilmente nella clessidra (senza possibilità di capovolgerla!) e quindi sia importante rivolgere uno sguardo agli altri? Un processo lento che parte dal mondo egocentrico del bambino, dove il mondo gira attorno a lui, fino alla maturità in cui, finalmente, senti di dover alzare lo sguardo e abbracciare il mondo. Senza dover per forza andare in Africa o in chissà quale missione, ma anche tramite i piccoli gesti, le piccole cose.

Beh, comunque la pensiate, un piccolo gesto può essere un SMS al 45505 per regalare una settimana a qualche bambino sfortunato e per dare un po' di respiro alla sua famiglia. Se vi va, dovete farlo subito, però, perché la raccolta termina domani 10 marzo!



sabato 9 febbraio 2013

Come hai scelto i nomi dei tuoi figli?

Ma sì, proprio durante il Carnevale mi sono decisa a togliermi (parzialmente) la maschera: vi rivelerò il nome dei miei figli (capirai come sarà facile individuarmi adesso!)

In rete quasi tutte le mamme si sono inventate un nickname per i propri figli, io non l'ho fatto e sinceramente continuare a chiamarli "la grande" e "il piccolo" o "il dodicenne" e "la quindicenne" cominciava a starmi un po' stretto e, perciò, ho preso coraggio da Smemomamma e ho deciso di scrivere questo post "liberatorio", partecipando anch'io al Blog Tank di Donna Moderna.com: il primo dono che fai a tuo figlio è il nome.
Un'esigenza impellente è stata scegliere per entrambi un nome corto, per due motivi:
- il cognome è abbastanza lungo e già ce li immaginavamo brontolare in prima elementare: con tutto il tempo che ci voleva a scrivere nome e cognome, era già bella e finita la lezione!
- è sempre meglio dare un nome corto ai propri figli e non te ne rendi conto subito, ma ben quando cominciano a correre. Lo sketch di Troisi insegna: se chiami tuo figlio Sebastiano, quando "combina" qualcosa e lo devi sgridare - Se-ba-stiaaaa-noooo - quando avrai finito di dire tutto il nome sarà già scappato e a cento metri di distanza. Se invece lo chiami Ciro, - Ciro! - non fa in tempo neanche ad allontanarsi di due passi!

Fatta questa doverosa premessa, il nome dell'attuale quindicenne ha visto me e mio marito concordi, dopo aver letto per benino la lista infinita nei libri sui nomi. L'abbiamo chiamata Laura. E' un nome dolce che rispecchia la sua natura mite (anche se l'età, non proprio facile, sta rivelando una grinta che a volte esplode in maniera esagerata, ma questa è un'altra storia).

Ben diverso è stato scegliere il nome del dodicenne. Non eravamo d'accordo. Ho cercato per lungo tempo di convincerlo che Nicola era un nome bellissimo. A lui ne piaceva un altro, che ora a dire la verità non ricordo. Alla fine abbiamo scelto un nome che piaceva a tutti e due: Luca. Corto, semplice, senza tanti fronzoli....ma, non sapevamo quello che facevamo!

Quasi tutti i bambini di nome Luca che conosco sono tremendi e l'eccezione conferma soltanto la regola. Ve lo assicuro: un nome, una garanzia. Da bambino era una piccola peste (chiedete a sua sorella!) e anche adesso che è un ragazzino, bisogna dire che non scherza.

Però, nomi a parte, sono entrambi simpatici (quando non me li vorrei mangiare, s'intende) e questo non guasta.


sabato 12 maggio 2012

Non sarà mica...

Immagine tratta dal web
Avete presente quelle settimane in cui non succede niente, tutto procede come al solito, senza novità rilevanti?

E avete presente invece, quelle settimane in cui succede di tutto e il contrario di tutto? La settimana che è appena finita (arghh, noooo, a dire il vero devo lavorare anche domani!) è stata una di quelle.

Avete presente quei giorni in cui non ti azzardaresti mai a prendere ferie perché non te lo puoi proprio permettere e ti tocca lavorare ore e stra-ore? Io sono riuscita ad ammalarmi.

Poi un giorno arrivate a casa tardi e scoprite che nonostante le telefonate* mirate per prendere accordi circa i tempi e metodi per lo studio, e nonostante vostro figlio vi assicuri che ha studiato, guardandovi con i suoi occhioni azzurri, in realtà la sfilza di pagine da studiare è parecchio avvolta da nebulosa e, lì per lì, prima vi girano e poi vi sedete sfatte sul divano a ripassare insieme, con gli occhi che si incrociano.

lunedì 27 febbraio 2012

Cinema che passione!

Immagine tratta dal web
Avete visto anche voi Hugo Cabret?
E' un film apparentemente per bambini e il trailer lo fa sembrare ricco di scene emozionanti e d'azione.
In realtà in alcuni tratti il ritmo rallenta e la storia e i dialoghi sono più interessanti per un pubblico un po' più adulto (anche se tutta l'ambientazione cattura sicuramente l'attenzione dei bambini).

E' un film magico. Hugo Cabret è un bambino che vive all'interno della stazione di Montparnasse a Parigi e aiuta lo zio a caricare tutti gli orologi della stazione. Quando questi scompare lui continua a svolgere il lavoro dello zio senza farsi scoprire. E ci sono dei dialoghi molto intensi, come quando il bambino racconta che gli piace aggiustare le cose e propone di fare lo stesso con una persona che, in qualche modo, "si è rotta e deve essere aggiustata".

lunedì 20 febbraio 2012

La scuola

Immagine tratta dal web
Sono andata a parlare con i professori del piccolo in occasione della consegna delle pagelle.
Non mi posso lamentare, si potrebbe fare di più, ma tant'è.
Come ho già raccontato in altri post, i miei figli hanno ereditato dalla mamma l'etichetta "distratto/a".
Inevitabilmente tutti gli anni, a partire dalla prima elementare, mi sono sentita dire "suo figlio/a è veramente molto distratto/a, tende a isolarsi in un mondo tutto suo."
Beh, non si può dire che ho fatto differenze che per una mamma è sempre una brutta cosa: tutti e due belli distratti.
Però... sì, c'è un però.

domenica 20 novembre 2011

Così è la vita



Giovedì su Vanity fair ho letto un articolo sul libro di Concita De Gregorio Così è la vita e mi avevano colpito alcune frasi. Sabato sera, giro canale e la vedo, ospite di Fazio a "Che tempo che fa". A parte la coincidenza, sulla quale tornerò un'altra volta, ho risentito le stesse frasi che mi avevano colpito e ne vorrei parlare.
Il libro parla della morte, con l'intenzione di voler superare la naturale diffidenza e chiusura che hanno normalmente le persone verso questo argomento. Come se non facesse parte comunque della nostra vita o se, ammesso questo, non fosse comunque il caso di  parlarne apertamente.