Visualizzazione post con etichetta organizzazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta organizzazione. Mostra tutti i post

mercoledì 17 dicembre 2014

Circo Massimo - continua

Le mie giornate al Circo Massimo continuano ad essere fonte di perplessità.

Quello che non riesco a mandare giù è che non sfruttino le persone per le proprie competenze.

Per giorni e giorni DP non ha saputo far altro che trovarmi dei lavoretti da poco, come andare in macchina a prendere o portare ricevute nei comuni vicini e a farle da autista per tutta una mattinata.

Lavoro da quasi trent'anni e francamente è già abbastanza deprimente ritrovarsi alla vigilia dei cinquanta senza lavoro, senza dover sopportare i comportamenti più o meno consapevoli dei dipendenti pubblici.

mercoledì 19 novembre 2014

Circo Massimo

Recentemente ho riflettuto su quanto la rabbia stia prevalendo sulla mia naturale ironia da un po' di tempo a questa parte.
Dov'è finita l'Alice che sapeva prendere tutti allegramente in giro ma era anche la prima a ridere di se stessa?
O ha cominciato a prendersi decisamente troppo sul serio (vade retro! xx) o bisogna cominciare a lavorarci su, non c'è che dire.

La mia Musa ispiratrice è Ognigiornotuttigiorni, maestra impareggiabile di ironia e capace come pochi di portarti nel suo mondo con poche pennellate efficaci.

E così ho deciso di provarci: invece di scrivere il solito post incazzato, voglio provare a scherzarci su.

domenica 16 marzo 2014

Cinquanta meno uno in gondola


Sarebbe interessante sapere cosa avete pensato dopo aver letto il titolo. Sto forse parlando di una gondola sovraffollata, in procinto di affondare?
No, cari miei, i cinquanta meno uno sono gli anni che ho compiuto questa settimana. Ho pensato che invece di ignorare che mi sto inesorabilmente avvicinando al mezzo secolo (oddio, detto così fa veramente impressione!), dicendolo così, comincio ad abituarmi all'idea e ho ben un anno di tempo!

domenica 2 febbraio 2014

La donna è mobile....

E' un periodo strano questo.
E' da un po' che non racconto cosa mi sta succedendo e anche questa è una cosa strana, perché negli ultimi due anni e mezzo tutte le volte che c'era qualcosa di "raccontabile" (salvo in caso di timore di ledere la privacy di chi mi vive vicino, direttamente proporzionale all'età dei figli) lo facevo con gioia.

Negli ultimi tempi, invece, mi capita di non leggere nemmeno i blog che, fino a un po' di tempo fa, seguivo quotidianamente, oppure di leggere in silenzio, senza quel contatto attraverso i commenti che tanto mi ha appassionato quando ho iniziato questa avventura.

venerdì 17 maggio 2013

Far fiorire un sogno

Domenica è partita la raccolta fondi di Network Mamas.

Cristina, Marco e Matteo stanno mettendo in piedi un progetto destinato alle mamme.

lunedì 6 maggio 2013

730 e crisi di nervi


Ci si può ridurre tutti gli anni a compilare il 730 all'ultimo momento?

A casa mia sì. Ieri ho passato tutto il pomeriggio e buona parte della serata a cercare di uscirne, visto che avevo l'appuntamento col CAF proprio stamattina.

lunedì 15 aprile 2013

Una sfortunata serie di eventi (e non solo)

Giornata difficile.
Oggi mia figlia doveva iniziare la scuola un'ora dopo. Questo significa che si poteva dormire un'ora in più.

domenica 24 febbraio 2013

Siate Madri

Sarà che sono distesa nel lettone da due giorni, causa influenza, e posso NON fare senza sensi di colpa, ma in questo ozio forzato il mio cervello è partito per la tangente.

Pensavo alla diligenza del buon padre di famiglia. E se, per una volta, prendessimo come esempio la buona madre di famiglia?

venerdì 14 dicembre 2012

Attesa

Sto aspettando da due settimane che una non-offerta di lavoro, corredata da non-colloquio telefonico e da non-lettera di referenze diventi qualcosa di concreto: un sì od un no, ma che l'attesa finisca! Dopotutto come dice Patty è un po' come la festa di non compleanno di Alice nel paese delle meraviglie. Mi sono scelta io il nome....si vede che era destino!

martedì 20 novembre 2012

Rendere il lavoro più umano, mettere l’uomo al suo centro

Lo so, ogni tanto casco dal pero e probabilmente scopro l'acqua calda.
Sapevo di Della Valle, di Oscar Farinetti, ma di Brunello Cucinelli non avevo mai sentito parlare. Colpa mia naturalmente.

Ed è stato un piacere, perciò, stamattina ascoltare un'intervista a questo imprenditore "illuminato" il cui credo è Rendere il lavoro più umano, mettere l’uomo al suo centro”.
.
Quando ha detto che "alle 18 bisogna andare tutti a casa, perché se si passa del tempo con la famiglia e si è più felici, il giorno dopo si lavora meglio e si è anche più creativi" mi aveva già convinto, ma tornata a casa ho girato in lungo e in largo il sito dell'imprenditore umbro, molto bello e con delle fotografie spettacolari.

Vi riporto alcuni estratti della sua filosofia di vita:

“Ho sempre coltivato un sogno, quello di un lavoro utile per un
obiettivo importante. Sentivo che il profitto da solo non bastava
e che doveva essere ricercato un fine più alto, collettivo.
Ho capito che a fianco del bene economico si pone
il bene dell’uomo, e che il primo è nullo se privo del secondo”
Sembra banale, ma invece è così scontato che il lavoro venga prima di tutto, lavoro che dovrebbe dare dignità all'uomo e invece, sempre più spesso, gliela toglie.


“Dare all’impresa un senso che vada oltre il profitto, e reinvestire per migliorare la vita di chi lavora, per valorizzare e recuperare le bellezze del mondo".
Ed è per questo che la sua azienda ha investito nel restauro del vecchio borgo di Solomeo e in altre iniziative volte alla salvaguardia del territorio e del bene comune.

Mi conosco. Tendo facilmente a idealizzare le persone. Penso che a parole sono tutti bravi, poi bisogna vedere davvero come stanno le cose. Però, poi continuo a leggere nel sito:


"Viene abolita la prassi burocratica delle marcature segna- presenze; l’accesso ai luoghi di lavoro è del tutto libero, e sono eliminate anche le formalistiche gerarchie ramificate, recuperando la dignità di ciascuno nel rispetto dei valori umanistici di tutti."
E mi dico che allora si può fare. Si può concretamente cambiare direzione. E' il terzo imprenditore, insieme ai due che ho citato sopra, che sento seriamente intenzionato ad avere un occhio di riguardo nei confronti delle persone. E chissà quanti altri ce ne saranno che non conosco.

Parlare della crisi per dire ogni giorno "chissà se ne verremo fuori" non serve a niente. Puntiamo a esempi positivi. E se possiamo, facciamo in modo, o chiediamo a gran voce che diventino la normalità.

La solita idealista?





lunedì 24 settembre 2012

Noi valiamo, eccome!

C'è fermento nell'aria. Se nella vita di tutti i giorni trovo persone rassegnate alla vita che conducono, in rete, finalmente, si sta muovendo qualcosa.
Nei giorni scorsi in diversi blog si è affrontato il discorso del lavoro al femminile.
Io sono partita da qui, il blog di La solita mamma che ha voluto amplificare i temi lanciati da diversi blog, e poi ho trovato un ottimo spunto anche qui nel blog Bimbiuniverse che tratta un tema a me caro: il telelavoro.

Il tema accende gli animi. Se da una parte c'è chi dice che restare a casa a fare la mamma è un lavoro, anche se spesso non riconosciuto neanche dalle mamme che invece lavorano fuori casa, dall'altra c'è chi dice che allora chi lavora fuori, ne ha due di lavori, perché quando rientra toglie il cappello di lavoratrice e indossa quello di mamma. C'è poi chi si pone il problema di chi ha lasciato il lavoro per intraprendere qualcosa di nuovo e si chiede se funziona veramente, insomma, vuole sapere com'è andata a finire. Non per ultimo c'è chi si domanda se una conciliazione famiglia-lavoro sia possibile.

Prima di tutto trovo che sia molto bello che cominciamo a interessarci in prima persona dell'organizzazione della nostra vita, invece di lasciarci scivolare addosso i problemi con rassegnazione.

La parola crisi viene usata un po' troppo spesso come alibi per coprire inefficienza e ottusità. C'è tutta la questione del rapporto datore-lavoratore da rivedere. E' chiaro che dipende dal tipo di lavoro, ma se non ci si arena sull'antiquato criterio di valutazione:  + ore lavorate = maggiore produttività, se invece di fossilizzarsi sulle ore lavorate ci si basa sui risultati ottenuti, si va oltre la fiducia, perché non serve controllare a vista le persone, se puoi contare sul tuo lavoro finito nei tempi dovuti.

Ed allora, poste queste basi, si potrebbe ragionare di telelavoro, di part-time, dove questo non è possibile, e di flessibilità per garantire un lavoro privo di sensi di colpa: per i figli a casa quando sei al lavoro e per il lavoro quando sei a casa e sai che in quel preciso momento dovresti essere al lavoro. Quante volte ho sentito di non accontentare nessuno: né la mia famiglia a cui ho sottratto tempo prezioso, né al lavoro, che per quanto ti fermi, vai a casa sempre troppo presto.

Detto da una che vive il lavoro con passione, è ora di vivere il nostro tempo con la giusta velocità, senza andare fuori di testa per far combaciare tutti i tasselli del puzzle.

Perciò, non importa se abbiamo deciso di restare a casa e dedicare tutto il tempo alla famiglia, o se abbiamo un lavoro che ci porta fuori buona parte della giornata, mettiamoci insieme, chiediamo la possibilità di scegliere la vita che vogliamo e preferiamo e di essere aiutate in questa battaglia anche dagli uomini e dalle donne che si comportano come loro. Sarà un vantaggio per tutti. Ne sono convinta.






martedì 19 giugno 2012

9 Mondays for 9 skills: affrontare i cambiamenti

Ultimo appuntamento dei 9 Mondays for 9 skills promossi dalla "proffa" Palmy e ripresi da La solita mamma. Nel mio caso l'iniziativa si potrebbe rinominare i 9 Tuesdays for 9 skills perche sforo sempre, tanto per non smentirimi.
Come al solito si riflette sulle competenze che i bambini dovrebbero possedere per affrontare meglio il loro futuro.
Dopo fare domande, risolvere problemi, affrontare progetti, coltivare passioni, l'indipendenza, essere contenti di sè stessi, la compassione, e la tolleranza la competenza di questa settimana è: affrontare i cambiamenti.

lunedì 11 giugno 2012

Social Family Day

 



Alla fine ce l'ho fatta: sono andata a Milano.



E' stata una giornata piena piena iniziata alle 4 e mezza di mattina e approfitto per ringraziare la mia amica che si è lasciata coinvolgere in questo tour de force.

venerdì 25 maggio 2012

Meritate ferie

Immagine tratta dal web
E' da un po' che non vi racconto qualche episodio allucinan-divertente della famiglia dei "diversamente attenti".

Mi rendo conto che ultimamente sono stata un po' una "palla" con tutte le mie ansie e le mie preoccupazioni per quelle pesti dei miei figli e con tutte le mie elucubrazioni mentali: ma sono fatta così, un giorno allegra e spensierata come una ragazzina e un giorno in preda a chissà quali riflessioni senza nessun fondamento scientifico se non quello di essere raccontate in buona fede.

Oggi, però, ho dato il meglio di me e anche quelli che mi stavano intorno non hanno scherzato, eh!

martedì 8 maggio 2012

9 Mondays for 9 skills: affrontare progetti

Oggi sono tornata a casa di corsa perché non mi sentivo molto bene. Sarà che domenica sono stata a pranzo dalla suocera che ha fatto la spola tra la sala e il bagno? Sarà che poteva dircelo che un pasto caldo eravamo in grado d farcelo? Sarà che sono un po' stressata e forse ho le difese abbassate? Forse. Ma tranquilli, dicono che dopo una bella dormita, domani salterò come un grillo.

Questa premessa è un po' da vigliacca, tanto per mettere le mani avanti, che se scrivo cavolate darete la colpa all'influenza. Mica scema, eh? Diciamo che non sono tanto in vena, ma ho deciso di prendere parte a questa iniziativa e saltare anche solo un giro mi dà un grande fastidio. E' o non è affrontare un progetto anche questo?

giovedì 8 marzo 2012

8 marzo 2012

Immagine tratta dal web
Questa mattina all'unica persona (un collega) che mi ha fatto gli auguri per l'8 marzo ho risposto che a me piace festeggiare tutto l'anno non solo per un giorno, frase che lui ha accolto con una risatina. Sì, perché oltre a essere distratta, mi capita anche di servire frasi, che possono essere fraintese, su veri e propri piatti d'argento.. ma da portata, nevvero! (A onor del vero, in tarda mattinata, se n'è ricordato anche mio marito... che se legge il post, poi, si offende!)
Non avevo nessuna intenzione di scrivere un post su questa giornata che più passa il tempo e più assomiglia alle quote rosa in politica. Al collega intendevo dire che non dovrebbe esserci bisogno di festeggiare solo per il fatto di essere donne. Dopo secoli dovremmo essere date un po' per scontate, no? Dobbiamo ricordarglielo tutti gli anni che siamo donne, che ci siamo anche noi, che valiamo, che possiamo essere maledettamente in gamba?
Ma non ho iniziato a scrivere questo post con intento polemico.

mercoledì 15 febbraio 2012

Storie di ordinaria follia

Sono sempre stata abbastanza fiera del fatto che in Italia il Servizio Sanitario Nazionale, pur con qualche pecca, garantisce a chiunque il diritto di avere assistenza più o meno gratuita.
 Noi Italiani protestiamo sempre per tutto, ma a parte casi eclatanti di malasanità, non possiamo lamentarci.

Non posso concepire un sistema come quello americano dove se non hai un'assicurazione sanitaria gli ospedali non ti fanno neanche entrare.
Bene. Dopo questa sviolinata (giuro che non mi pagano!) c'è un però.

La settimana scorsa la mia collega (la "non mummia" per chi segue le mie "avventure d'ufficio") mi ha fatto perdere due anni di vita in due secondi.

lunedì 6 febbraio 2012

Sondaggio

Immagine tratta dal web
Ebbene sì anche la grande si è ammalata: abbiamo fatto l'en plein. Così sono tornata dal mio medico di base e non ne avevo nessuna voglia.
Sì, perchè dovete sapere che ha l'abitudine di fissare appuntamenti per tutta la mattina alle persone che hanno esiti di visite/esami da mostrare. Per le urgenze bisogna andare lì in ambulatorio e si può entrare tra una visita e l'altra.
Sì, in teoria. Poi però, arrivi là e le persone che hanno appuntamento fanno finta di niente e pretendono di entrare... perché hanno l'appuntamento!