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domenica 22 maggio 2016

Messaggio in bottiglia

Me lo ricordo bene quello sguardo.
Amore puro, incondizionato, ai limiti dell'adorazione.

Me lo ricordo bene, perché uno sguardo così non l'ho più visto negli occhi di nessuno, per quanto grande possa essere l'amore in tutte le sue declinazioni, 

Perciò ti ringrazio. Voglio pensare che non fosse solo soddisfazione per una poppata abbondante, ma vero e proprio amore incondizionato. Nessuno provi a convincermi del contrario.

giovedì 5 marzo 2015

Potevate dirmelo prima, no?

Penny, la nostra gattina, è arrivata da noi quattro mesi fa.

Potevate dirmelo prima che il gatto può essere simpatico come un cagnolino, ma essere al contempo molto, ma molto meno impegnativo.

Perché la mia gatta, quando le riempio la ciotola con le crocchette, aspetta paziente e poi si tuffa e si mette a mangiare con gusto.
.... Altro che qualcuno (che non nominerò) che ad ogni richiamo (leggasi "E' prooontooo") risponde: "J'arrrrrrive" arrotolando la erre che neanche Mireille Mathieu in "Rrrien de rrrien"

lunedì 10 novembre 2014

Mai dire mai

E la famiglia è aumentata...
Da metà ottobre Penny, una gattina color panna e miele è ufficialmente entrata a far parte della nostra famiglia.

Dopo aver giurato che non avrei mai fatto entrare un animale in casa, ho miseramente ceduto alle suppliche di mia figlia.

venerdì 12 settembre 2014

Un sassolino nella scarpa e razzismi atipici

Ho scritto questo post in luglio, senza sapere se alla fine l'avrei pubblicato.

Detesto passare sempre per quella che si lamenta di qualcosa, ma, a mio parere, faccio media con le persone che non hanno mai niente da dire, persone che si fanno scivolare tutto addosso, perché nella loro testa non ne vale la pena.

Ho ancora un sassolino da togliermi sulla scuola.

Vediamo se riesco a spiegare il mio punto di vista.

lunedì 25 agosto 2014

In the middle of the way a Londra

In the middle of the way
E' cominciata così la nostra avventura a Londra: eravamo in aereoporto e mio marito si è beccato un "you are just in the middle of the way!" o qualcosa del genere. Cominciamo bene, mi sono detta, e un sorriso sornione mi ha riportato a certe mie lamentele verso i turisti a Venezia. Touchée.
In the middle of the way è diventato il filo conduttore di tutta la vacanza, perché per un motivo o per l'altro eravamo sempre in mezzo ai piedi.

domenica 29 giugno 2014

La media delle medie alle medie ovvero quando la scuola perde un'occasione

E' finito un altro ciclo. Oggi con l'esame orale di terza media, abbandoniamo definitivamente la scuola secondaria di primo grado.
Dopo la scuola dell'infanzia e la primaria archiviamo anche la scuola media.
Era ora. Ricordo che quando ho aperto questo blog (nell'altra piattaforma) ero alle prese con gli esami di terza di mia figlia e ricordo perfettamente quanta ansia e che solchi ho fatto nei pressi della scuola, in attesa che uscisse.

venerdì 13 giugno 2014

Parto...da qui

A lei era rimasto impresso il racconto del terzo parto della moglie di suo cugino: non aveva fatto in tempo ad andare in ospedale e la bambina era nata sul divano in pelle di casa. Le erano rimaste impresse le parole che avevano usato per raccontare questa nascita avventurosa: "la bambina era nata in pochi minuti e...aveva fatto "sguishh".
Ecco, era con quel suono in testa che al corso preparto, aveva domandato "ma come mi devo regolare se il travaglio parte velocemente?" e le due ostetriche scambiandosi un sorriso con l'aria di chi la sa lunga, mi hanno detto di non preoccuparmi, che c'è sempre tutto il tempo per arrivare in ospedale e che i parti veloci sono rari.

sabato 15 febbraio 2014

Motivazione, apprendimento e ottusità




Giorni fa mia figlia, che sta attraversando un periodo burrascoso, - quella cosa chiamata adolescenza, ricordate? - mi ha detto:

A me non piace dover studiare un argomento per poi ripeterlo ai professori, mi piacerebbe studiare quello che mi interessa e farlo per me.

lunedì 6 gennaio 2014

Ho creato un mostro!

Eh sì, ho creato un mostro.
L'altro giorno ho chiesto a Luca se voleva fare una gara di espressioni. E non stavo parlando di boccacce davanti allo specchio, come avrà pensato qualcuno, ma di algebra.
Inizialmente non voleva e quando ho cominciato a dirgli che sarebbe bello che ogni tanto avesse un po' di spirito di competizione, di sana competizione, improvvisamente ha cambiato idea ed è partita la gara.
E non ci crederete ma il giorno dopo la cosa si è ripetuta, visto che il giorno prima si era concluso in parità (beh, cosa volete da me....sono un po' fuori allenamento!)

Ho sempre pensato che con lui la tecnica giusta per avvicinarlo allo studio fosse quella del gioco, ma prima di allora non aveva mai funzionato.
Perciò la prossima mossa è trovare il gioco giusto per convincerlo a leggere un libro. Sarò anche fissata con questa storia, ma possibile che durante le vacanze non potessero dare un libro da leggere, invece di dare compiti in tutte le materie? Perché, a dirla tutta, ma che vacanze sono, se devono passarne la metà a fare i compiti?
Però un libriccino....cosa vuoi che sia?

Perché il mondo deve dividersi tra lettori compulsivi (che mi fanno venire il dubbio che una volta arrivati velocemente al terzo libro, si siano già dimenticati il primo! - chiedo scusa ai lettori compulsivi) e quelli che a chieder loro di leggere UN libro, sembra sia una condanna a morte?
Non ho mai cercato di convincerlo a tutti i costi, perché mi rendo conto che potrebbe essere controproducente, ma sogno di trovare prima o poi un trucco per fregarlo e farglielo leggere senza che quasi se ne renda conto! (o che si convinca di averlo deciso da solo!)

A volte temo che non sia consapevole delle sue capacità e che, non essendo abbastanza maturo, sarà dura decidere cosa fare dopo le medie, da qui a un mese circa. Agli incontri sull'orientamento dicono che "devono cercare di vedersi da grandi e pensare a cosa vorranno diventare".... hai detto niente!

Decidere del proprio futuro a tredici anni è un'assurdità e il nostro sistema scolastico non aiuta, visto che i bienni non sono tutti uguali. Forse, e dico forse, a sedici anni sarebbe un po' più facile scegliere un percorso più consapevole.

Ma forse, tornando al titolo, ho scoperto un modo per incuriosirlo e invogliarlo allo studio....

No, eh  ;)

P.S. Peccato che per battermi ha cominciato a sbagliare le espressioni, facendo errori di distrazione....forse la cosa è da rivedere....





domenica 3 novembre 2013

Alice si nasce!

L'altra sera mi è caduto l'occhio sul sottotitolo del mio blog. 

"La "distrazione" ha caratterizzato tutta la mia vita e ora anche quella dei miei figli. Succede solo a me o anche altre persone si sentono "diverse" e derise perché sono sempre sulle nuvole?"

E mi sono domandata dove sia finita l'Alice spensierata che racconta candidamente le cazzate sciocchezze che combina. 

Oh, non preoccupatevi, non è rinsavita, non ha messo la testa a posto. Aveva soltanto lasciato spazio all'Alice rompiballe, all'Alice arrabbiata, all'Alice che si lamenta (che poi, scusate, vogliamo spezzare una lancia al "lamentarsi", se lo scopo è quello di muovere le acque, di sollevare un problema? Ecco, ci risiamo, è più forte di me)

domenica 27 ottobre 2013

Sguardi nel tempo

Una serata
da sola in macchina
e la radio che va



e i pensieri corrono veloci
vanno dove c'erano silenzi che non venivano indagati
e dove c'erano sguardi velati che non venivano notati

un filo rosso lega i ricordi al presente

e tra le non-abilità
spunta la ricerca del varco
per attraversare silenzi simili
e occhi velati non solo notati
ma anche accentuati, provocati

fino a risolversi in un abbraccio
timido ma consapevole

e allora la malinconia si stempera
perché quegli sguardi finalmente si incontrano
e trovano consolazione al di là del tempo

E per entrambe vale
"I see your true colours
shining through"

venerdì 11 ottobre 2013

Mamma mia!


Metti che siano due anni che hai voglia di andare in Inghilterra (e soprattutto in Cornovaglia).

mercoledì 9 ottobre 2013

Di biscotti, calciatori e cestisti in erba

Stasera, a tavola, ci eravamo attardati il piccolo atleta ed io.
Mentre finivamo di mangiare abbiamo visto la pubblicità dei noti biscotti, dove c'è il noto calciatore che conforta e incoraggia il piccolo calciatore, dicendogli “E’ proprio quando non va, che devi riprovarci, perché in campo non sei mai solo e vedrai che la palla che aspetti, arriva anche all’ultimo minuto”

mercoledì 2 ottobre 2013

Genitori senza sensi di colpa: la coerenza

Secondo appuntamento dell'iniziativa di La solita Simonetta che ha preso spunto dal saggio Genitori senza sensi di colpa di Harley A. Rotbart e da un capitolo in particolare: Cosa cercano in voi i figli.
Secondo l'autore ci sarebbero otto elementi essenziali e necessari ai bambini per diventare adulti felici e realizzati.
Oggi si parla di coerenza.

Citazione: I genitori devono essere in sintonia. Niente tattiche da poliziotto buono e poliziotto cattivo, quindi. Trasmettere un messaggio univoco ai vostri figli come genitori, non in modo distinto come mamma e papà. La coerenza implica che i valori importanti siano davvero tali, e non possano essere modificati con disinvoltura o per convenienza.

Beccata! Ma proprio di coerenza si doveva parlare? No, perché nella mia famiglia, la coerenza non è di casa. O meglio, i valori importanti sono comuni, i valori di base tengono unita la famiglia, non si discute sull'onestà e sulla sincerità....beh almeno dalla nostra parte, mentre i figli ogni tanto si prendono qualche licenza e in questo ci trovano uniti a ribadire i concetti.
E' sulle piccole cose che casca l'asino. Ci sono punizioni che si perdono per dimenticanza (ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale) ed era spassoso mio figlio che fino a qualche tempo fa mi ricordava che era in punizione! (adesso non lo fa più e non capisco il perché ;) !) La distrazione sarà un' attenuante? Mah!
E poi ci sono le piccole grandi lotte, di solito a tavola, dove capita che i due genitori si dissocino uno dall'altra. E' un errore che facciamo entrambi. A volte, siamo talmente presi dalle rispettive tesi che perdiamo l'univocità del messaggio e quando ce ne rendiamo conto è troppo tardi. E' che non è semplice e forse neanche tanto giusto pensarla sempre allo stesso modo, abbiamo comunque due teste e spesso viene spontaneo affrontare i  problemi in modo diverso.

Ok ho capito, provvederò a procurarmi una scorta di coerenza, da mettere lì nel frigo insieme al latte che ieri mi sono dimenticata di comprare (madre degenere! Ma comunque per stamattina bastava, eh)
Cosa dite, c'è speranza?









venerdì 27 settembre 2013

Genitori senza sensi di colpa...eh

Posso partecipare all'iniziativa La solita? Sì lo so, sono un po' in ritardo, ma sono giornate campali queste.

La solita Simonetta ha indetto un'iniziativa prendendo spunto dal saggio Genitori senza sensi di colpa di Harley A. Rotbart e da un capitolo in particolare: Cosa cercano in voi i figli.
Secondo l'autore ci sarebbero otto elementi essenziali e necessari ai bambini per diventare adulti felici e realizzati.
Il primo è la sicurezza.
I bambini devono sentirsi al sicuro. Ciò significa fornire loro il necessario per vivere: un tetto, cibo, vestiti, cure mediche e protezione da qualsiasi minaccia.

Premetto che di base non so cosa cerchino in noi i nostri figli e proprio stasera ha avuto la riprova che tutte le buoni intenzioni non sempre vengono interpretate nel modo corretto.

Ma se di sicurezza si parla, credo, una volta tanto, di aver sempre fatto del mio meglio per garantirla ai miei figli. L'aspetto più facile è quello materiale e qui mi sento tanquilla. Non è mancato niente, perfino il saper rinunciare a quelli che erano solo capricci del momento, alternato a desideri realizzati, perché ogni tanto ci vuole.

L'aspetto più difficile invece è proteggerli da qualsiasi minaccia che in alcuni casi può voler dire anche da sè stessi e dagli sbalzi di umore. E' come un viaggio interminabile sulle montagne russe. Da nausea.

E non ti ha insegnato nessuno come si fa, e fai tanti sbagli, non sei la mamma che sa capire, anzi non capisci niente e urli un po' troppo, non sai affrontare i problemi nel modo giusto.

E trovi il modo di chiedere scusa e quando la tempesta è passata, perché passa sempre, ti becchi anche un abbraccio e un bacio stampato su una guancia.

Poi, pensi che quando cominci a scrivere non sai mai dove andrai a parare. E pensare che volevi parlare del pericolo di lasciarli andare in giro da soli, magari in bicicletta.

Ma a volte è la vita a toglierti la penna di mano e a scrivere per conto suo.

martedì 24 settembre 2013

Insieme


Lettera di Lincoln all'insegnante di suo figlio

Dovrà imparare, lo so, che non tutti gli uomini sono giusti, che non tutti gli uomini sono sinceri.
Però gli insegni anche che per ogni delinquente, c’è un eroe;
che per ogni politico egoista c’è un leader scrupoloso….
Gli insegni che per ogni nemico c’è un amico,
cerchi di tenerlo lontano dall’invidia, se ci riesce,
e gli insegni il segreto di una risata discreta.
Gli faccia imparare subito che i bulli sono i primi ad essere sconfitti….
Se può, gli trasmetta la meraviglia dei libri….
Ma gli lasci anche il tempo tranquillo per ponderare l’eterno mistero degli uccelli nel cielo, delle api nel sole e dei fiori su una verde collina.
Gli insegni che a scuola è molto più onorevole sbagliare piuttosto che imbrogliare…
Gli insegni ad avere fiducia nelle proprie idee, anche se tutti gli dicono che sta sbagliando…
Gli insegni ad essere gentile con le persone gentili e rude con i rudi.
Cerchi di dare a mio figlio la forza per non seguire la massa, anche se tutti saltano sul carro del vincitore…
Gli insegni a dare ascolto a tutti gli uomini,
ma gli insegni anche a filtrare ciò che ascolta col setaccio della verità, trattenendo solo il buono che vi passa attraverso.
Gli insegni, se può, come ridere quando è triste.
Gli insegni che non c’è vergogna nelle lacrime.
Gli insegni a schernire i cinici ed a guardarsi dall’eccessiva dolcezza.
Gli insegni a vendere la sua merce al miglior offerente, ma a non dare mai un prezzo al proprio cuore e alla propria anima.
Gli insegni a non dare ascolto alla gentaglia urlante e ad alzarsi e combattere, se è nel giusto.
Lo tratti con gentilezza, ma non lo coccoli, perché solo attraverso la prova del fuoco si fa un buon acciaio.
Lasci che abbia il coraggio di essere impaziente.
Lasci che abbia la pazienza per essere coraggioso.
Gli insegni sempre ad avere una sublime fiducia in sé stesso,
perché solo allora avrà una sublime fiducia nel genere umano.
So che la richiesta è grande, ma veda cosa può fare…
E’ un così caro ragazzo, mio figlio!

Abraham Lincoln

 

Magari la conoscete già tutti, ma mi sono imbattuta in questa lettera per caso e me la sono portata a "casa". MI viene da aggiungere solo di metterci anche noi nei panni dell'insegnante. Essere noi genitori per primi a cercare di dare un senso a queste parole. Insieme.


domenica 22 settembre 2013

A.A.A. empatia cercasi

Vi è mai capitato di reagire a certe situazioni in maniera completamente diversa dalle altre persone?
In questo periodo mi capita spesso e la cosa mi sta un po' destabilizzando.

Sarà che esco da un'estate stressante e forse non mi sono mai rilassata abbastanza. Non ho fatto niente di particolare ma il mio cervello e la mia ansia invece hanno galoppato tre mesi di fila.

La faccio breve. C'è una squadra di basket che deve essere divisa in due, causa collaborazione tra squadre e conseguente arrivo di atleti da paesi vicini.

I criteri per la suddivisione sono le caratteristiche fisiche, il talento, le abilità raggiunte, l'impegno. 

Obiettivamente non c'è tanto arrovellarsi quando vedi ragazzini di tredici anni con 20-25 cm di differenza (sì, ci sono ragazzini alti anche 185-190 cm!) o con una struttura muscolare ben definita in fianco ad altri che sembrano bambini con le gambette da fenicottero (ogni riferimento a cose e persone di mia conoscenza è puramente casuale)

Perciò in attesa di avere la lista (scontata) dei nomi delle rispettive squadre, sono rimasta basita quando l'allenatore ha parlato ai ragazzi in spogliatoio, soffermandosi su chi per loro erano i migliori e chi i peggiori, arrivando pure a suggerire i nomi.

Parlandone con le altre mamme, ho avuto modo di constatare che:
1. la maggior parte non ne sapeva niente
2. una volta "aggiornate", le mamme non hanno avuto la mia stessa reazione
3. qualcuno mi ha pure detto che è tutta vita, così si abitueranno ad avere a che fare con persone così in futuro.

Tra gli altri, c'è stato anche chi non ha voluto indagare le reazioni del figlio che ha volutamente omesso di raccontare l'episodio.

E allora mi domando: se fossero arrivati a casa con un taglio in fronte, non si sarebbero fiondati a chiedere spiegazioni?
La mortificazione di un ragazzino attraverso una classifica del tutto inutile e non necessaria vale meno di un taglietto?

O sono io che ingigantisco le cose? Mio figlio non ha particolarmente risentito della vicenda, ma non vorrei che pensasse che sia giusto comportarsi così. E non è questo atteggiamento che mi aspetto da una persona che si ritiene un educatore.

Chi ha voglia di dirmi cosa ne pensa? Anche se non la pensa come me.







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giovedì 5 settembre 2013

Comincia l'estate!

Sono stata due mesi in apnea. Posso finalmente tornare a respirare. Comincia l'estate anche per me! (E non serve che mi facciate notare che tra una settimana esatta ricomincia la scuola, ok?)

martedì 28 maggio 2013

Adolescenti work in progress

E' giunto il momento.
No, perché mi sembra di vedere le mamme che leggono i miei post (e quelli de LaNinin) con tag "adolescenza". Mani sulle orecchie e "ba-ba-ba-ba-ba" a tutto spiano.

E' giunto il momento di parlare degli aspetti positivi.

I bambini piccoli sono adorabili. Li vorresti mangiare, ti ispirano talmente tanta tenerezza che li soffocheresti di baci.

Gli adolescenti mantengono le distanze, soprattutto se maschi. "Hanno ormai una certa età" per certe cose. E se a te scappa un bacetto, ti dicono: "Ma...mamma!" Poi, però, se allunghi un braccio per prendere qualcosa mentre fai colazione, può succedere che si appoggino con la guancia, con gesto furtivo.

Le adolescenti invece hanno un bisogno improvviso di un abbraccio molto lungo. Possono stare sulle sue, ore e ore, ma anche giornate,  e poi improvvisamente sentono il bisogno di abbracciarti e ti stringono forte. E sparano parole su parole a raffica, ti raccontano della scuola, di un libro, di un film, come un fiume in piena.

I bambini ti fanno divertire con le lore parole inventate e con le loro osservazioni ingenue e per questo profonde.

Con gli adolescenti arriva il momento in cui apprezzi la loro compagnia, stai parlando di una cosa e poi il discorso si sposta su un'altra e pensi tra te e te: "Che bello poter parlare con loro, sentirli esprimere un parere, un punto di vista, vederli fare un ragionamento in autonomia". Poi magari il tutto si conclude con qualche sciocchezza, o con un litigio, ma per un attimo hai intravvisto quel cartello "lavori in corso", e hai visto un uomo e una donna in erba che ogni giorno fanno un passo dopo l'altro per essere se stessi.

E sì, a volte ti prende un po' di nostalgia per quei bambini, ma anche se ci saranno musi lunghi, litigate e arrabbiature, puoi solo augurarti con tutta te stessa che diventino grandi e che trovino la loro strada.

Ti fanno arrabbiare, ti fanno disperare, ma sono solo anime in tumulto, un gioco ad incastro di piccoli pezzi di puzzle che stanno ancora cercando il loro disegno.