sabato 15 febbraio 2014

Motivazione, apprendimento e ottusità




Giorni fa mia figlia, che sta attraversando un periodo burrascoso, - quella cosa chiamata adolescenza, ricordate? - mi ha detto:

A me non piace dover studiare un argomento per poi ripeterlo ai professori, mi piacerebbe studiare quello che mi interessa e farlo per me.

domenica 2 febbraio 2014

La donna è mobile....

E' un periodo strano questo.
E' da un po' che non racconto cosa mi sta succedendo e anche questa è una cosa strana, perché negli ultimi due anni e mezzo tutte le volte che c'era qualcosa di "raccontabile" (salvo in caso di timore di ledere la privacy di chi mi vive vicino, direttamente proporzionale all'età dei figli) lo facevo con gioia.

Negli ultimi tempi, invece, mi capita di non leggere nemmeno i blog che, fino a un po' di tempo fa, seguivo quotidianamente, oppure di leggere in silenzio, senza quel contatto attraverso i commenti che tanto mi ha appassionato quando ho iniziato questa avventura.

lunedì 6 gennaio 2014

Ho creato un mostro!

Eh sì, ho creato un mostro.
L'altro giorno ho chiesto a Luca se voleva fare una gara di espressioni. E non stavo parlando di boccacce davanti allo specchio, come avrà pensato qualcuno, ma di algebra.
Inizialmente non voleva e quando ho cominciato a dirgli che sarebbe bello che ogni tanto avesse un po' di spirito di competizione, di sana competizione, improvvisamente ha cambiato idea ed è partita la gara.
E non ci crederete ma il giorno dopo la cosa si è ripetuta, visto che il giorno prima si era concluso in parità (beh, cosa volete da me....sono un po' fuori allenamento!)

Ho sempre pensato che con lui la tecnica giusta per avvicinarlo allo studio fosse quella del gioco, ma prima di allora non aveva mai funzionato.
Perciò la prossima mossa è trovare il gioco giusto per convincerlo a leggere un libro. Sarò anche fissata con questa storia, ma possibile che durante le vacanze non potessero dare un libro da leggere, invece di dare compiti in tutte le materie? Perché, a dirla tutta, ma che vacanze sono, se devono passarne la metà a fare i compiti?
Però un libriccino....cosa vuoi che sia?

Perché il mondo deve dividersi tra lettori compulsivi (che mi fanno venire il dubbio che una volta arrivati velocemente al terzo libro, si siano già dimenticati il primo! - chiedo scusa ai lettori compulsivi) e quelli che a chieder loro di leggere UN libro, sembra sia una condanna a morte?
Non ho mai cercato di convincerlo a tutti i costi, perché mi rendo conto che potrebbe essere controproducente, ma sogno di trovare prima o poi un trucco per fregarlo e farglielo leggere senza che quasi se ne renda conto! (o che si convinca di averlo deciso da solo!)

A volte temo che non sia consapevole delle sue capacità e che, non essendo abbastanza maturo, sarà dura decidere cosa fare dopo le medie, da qui a un mese circa. Agli incontri sull'orientamento dicono che "devono cercare di vedersi da grandi e pensare a cosa vorranno diventare".... hai detto niente!

Decidere del proprio futuro a tredici anni è un'assurdità e il nostro sistema scolastico non aiuta, visto che i bienni non sono tutti uguali. Forse, e dico forse, a sedici anni sarebbe un po' più facile scegliere un percorso più consapevole.

Ma forse, tornando al titolo, ho scoperto un modo per incuriosirlo e invogliarlo allo studio....

No, eh  ;)

P.S. Peccato che per battermi ha cominciato a sbagliare le espressioni, facendo errori di distrazione....forse la cosa è da rivedere....





sabato 28 dicembre 2013

Buon 2014

Il 2013 è stato il mio annus horribilis.
Cosa c'è di peggio dell'essere irrimediabilmente insoddisfatti del proprio lavoro? Senz'altro ritrovarsi senza lavoro.

E non importa se a guardar bene ti ci sei buttata tu in quella situazione. Non importa se sei convinta che questo periodo di pausa possa rivelarsi un'opportunità. Non importa se muori dal desiderio di reinventarti, perché ti sembra che un capitolo della tua vita si sia chiuso e quale momento migliore per guardarsi intorno ed esplorare nuovi orizzonti...

martedì 24 dicembre 2013

sabato 23 novembre 2013

Guarda e condividi



Cristian è fuori dal carcere, ma le accuse nei confronti degli Arctic30 non sono ancora cadute. Guarda e condividi questo video per tenere alta l’attenzione sugli #Arctic30

 
Ieri anche mio figlio, Cristian D’Alessandro, è stato rilasciato su cauzione dal centro di detenzione SIZO1 a San Pietroburgo. La libertà su cauzione è stata concessa dietro il pagamento di una cauzione di 2 milioni di rubli, circa 45 mila euro. La cauzione è stata pagata con i fondi di Greenpeace International.

Come madre questo è di grande conforto per me, e rappresenta un primo passo importante per dimostrare che mio figlio non ha commesso nessuno dei crimini per cui lui e i suoi compagni sono accusati. Vedere finalmente Cristian uscire dal centro di detenzione è un’immagine di speranza che tutti noi abbiamo aspettato con ansia negli ultimi mesi, anche se non sappiamo ancora quando tornerà a casa.

Ringrazio il Ministero degli Esteri e la rappresentanza diplomatica in Russia per il loro prezioso aiuto. Ora aspettiamo che tutti gli attivisti, incluso l’australiano Colin a cui la libertà su cauzione è stata negata, escano dal carcere. Siamo sollevati, ma non stiamo festeggiando: sono tutti ancora accusati di vandalismo, crimine molto serio che non hanno commesso, e rischiano anni di carcere. Gli Arctic30 saranno liberi quando cadranno le accuse ingiuste e anche l’ultimo di loro sarà tornato a casa dalla propria famiglia.

Io e mio marito non vediamo l’ora di poter parlare con nostro figlio.


Grazie,

Raffaela Ruggiero via Change.org

mercoledì 6 novembre 2013

Dal sogno alla realtà

E' nato!
Network mamas è on line.

Ne avevo già parlato qui, quando ancora era in gestazione (e la parola non è scelta a caso!)

Il mondo del lavoro (prettamente maschile)  non vede di buon occhio le mamme? E allora le mamme cercano di riscattarsi da sole, trovandosi un posticino tutto per loro.

Dove le parole d'ordine sono competenza, professionalità, serietà, ma anche flessibilità, conciliazione e una buone dose di larghezza di vedute (non a caso tra i fondatori oltre a Cristina, ci sono Matteo e Marco, giusto per sottolineare che uomini e donne insieme possono cambiare le cose).

Volete contribuire a fare un po' di passaparola? Giusto perché le parole che spesso si leggono in rete sulla fatica che costa essere donne, se non madri, si riflettano in azioni concrete, trasformino le parole in fatti, non resti tutto relegato ad un "pour parler" davanti a un caffè.

Vi invito a visitare il sito di Network Mamas, per saperne di più


domenica 3 novembre 2013

Alice si nasce!

L'altra sera mi è caduto l'occhio sul sottotitolo del mio blog. 

"La "distrazione" ha caratterizzato tutta la mia vita e ora anche quella dei miei figli. Succede solo a me o anche altre persone si sentono "diverse" e derise perché sono sempre sulle nuvole?"

E mi sono domandata dove sia finita l'Alice spensierata che racconta candidamente le cazzate sciocchezze che combina. 

Oh, non preoccupatevi, non è rinsavita, non ha messo la testa a posto. Aveva soltanto lasciato spazio all'Alice rompiballe, all'Alice arrabbiata, all'Alice che si lamenta (che poi, scusate, vogliamo spezzare una lancia al "lamentarsi", se lo scopo è quello di muovere le acque, di sollevare un problema? Ecco, ci risiamo, è più forte di me)