lunedì 21 ottobre 2013

CV - come affrontarlo al meglio

Nelle ultime settimane ho partecipato a tre incontri con la società di formazione/selezione del personale che ci sta seguendo nel percorso di reinserimento nel mondo del lavoro.
Una simpatica, ma soprattutto competente psicologa ci ha illustrato le regole per scrivere e inviare un curriculum efficace, concludendo con la preparazione del colloquio di lavoro.

Ritenendomi fortunata di avere l'opportunità di ricevere queste consulenze gratis, vorrei condividerle con quanti si ritrovano alla ricerca di un lavoro.

venerdì 11 ottobre 2013

Mamma mia!


Metti che siano due anni che hai voglia di andare in Inghilterra (e soprattutto in Cornovaglia).

mercoledì 9 ottobre 2013

Di biscotti, calciatori e cestisti in erba

Stasera, a tavola, ci eravamo attardati il piccolo atleta ed io.
Mentre finivamo di mangiare abbiamo visto la pubblicità dei noti biscotti, dove c'è il noto calciatore che conforta e incoraggia il piccolo calciatore, dicendogli “E’ proprio quando non va, che devi riprovarci, perché in campo non sei mai solo e vedrai che la palla che aspetti, arriva anche all’ultimo minuto”

giovedì 3 ottobre 2013

Tragedie e mali italiani

Una volta tanto, vedere gli Stati Uniti litigare per difendere gli interessi di parte, mi fa sentire meno sola. Non rido delle disgrazie altrui, per carità, ma l'impasse che stanno passando ha un che di familiare e una volta tanto l'Italia non c'entra niente.

Una cosa che mi fa sentire meno fiera di essere veneta, invece, è l'accusa rivolta dal leghista alla presidente della Camera e al ministro per l'integrazione dopo l'enorme tragedia al largo di Lampedusa. Dice che è colpa loro se è successo quello che è successo, che l'Italia fa di tutto per attirare queste persone.

Ora, non sono io che so e devo risolvere questa difficile questione, ma sarebbe ora che l'Europa si prendesse carico di questa situazione, che è un po' troppo comodo lasciarci qui, al fronte, in prima linea e da soli ad affrontare un problema umanitario.

Ma, nel frattempo, cosa facciamo? Dovremmo forse comportarci come Malta che si è rifiutata di dare soccorso a una nave di migranti?

Non so come la pensate, ma sono convinta che prima di tutto si debba cercare di salvarli e, una volta tanto, sarò retorica, ma sono fiera di essere italiana.

mercoledì 2 ottobre 2013

Genitori senza sensi di colpa: la coerenza

Secondo appuntamento dell'iniziativa di La solita Simonetta che ha preso spunto dal saggio Genitori senza sensi di colpa di Harley A. Rotbart e da un capitolo in particolare: Cosa cercano in voi i figli.
Secondo l'autore ci sarebbero otto elementi essenziali e necessari ai bambini per diventare adulti felici e realizzati.
Oggi si parla di coerenza.

Citazione: I genitori devono essere in sintonia. Niente tattiche da poliziotto buono e poliziotto cattivo, quindi. Trasmettere un messaggio univoco ai vostri figli come genitori, non in modo distinto come mamma e papà. La coerenza implica che i valori importanti siano davvero tali, e non possano essere modificati con disinvoltura o per convenienza.

Beccata! Ma proprio di coerenza si doveva parlare? No, perché nella mia famiglia, la coerenza non è di casa. O meglio, i valori importanti sono comuni, i valori di base tengono unita la famiglia, non si discute sull'onestà e sulla sincerità....beh almeno dalla nostra parte, mentre i figli ogni tanto si prendono qualche licenza e in questo ci trovano uniti a ribadire i concetti.
E' sulle piccole cose che casca l'asino. Ci sono punizioni che si perdono per dimenticanza (ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale) ed era spassoso mio figlio che fino a qualche tempo fa mi ricordava che era in punizione! (adesso non lo fa più e non capisco il perché ;) !) La distrazione sarà un' attenuante? Mah!
E poi ci sono le piccole grandi lotte, di solito a tavola, dove capita che i due genitori si dissocino uno dall'altra. E' un errore che facciamo entrambi. A volte, siamo talmente presi dalle rispettive tesi che perdiamo l'univocità del messaggio e quando ce ne rendiamo conto è troppo tardi. E' che non è semplice e forse neanche tanto giusto pensarla sempre allo stesso modo, abbiamo comunque due teste e spesso viene spontaneo affrontare i  problemi in modo diverso.

Ok ho capito, provvederò a procurarmi una scorta di coerenza, da mettere lì nel frigo insieme al latte che ieri mi sono dimenticata di comprare (madre degenere! Ma comunque per stamattina bastava, eh)
Cosa dite, c'è speranza?









venerdì 27 settembre 2013

Genitori senza sensi di colpa...eh

Posso partecipare all'iniziativa La solita? Sì lo so, sono un po' in ritardo, ma sono giornate campali queste.

La solita Simonetta ha indetto un'iniziativa prendendo spunto dal saggio Genitori senza sensi di colpa di Harley A. Rotbart e da un capitolo in particolare: Cosa cercano in voi i figli.
Secondo l'autore ci sarebbero otto elementi essenziali e necessari ai bambini per diventare adulti felici e realizzati.
Il primo è la sicurezza.
I bambini devono sentirsi al sicuro. Ciò significa fornire loro il necessario per vivere: un tetto, cibo, vestiti, cure mediche e protezione da qualsiasi minaccia.

Premetto che di base non so cosa cerchino in noi i nostri figli e proprio stasera ha avuto la riprova che tutte le buoni intenzioni non sempre vengono interpretate nel modo corretto.

Ma se di sicurezza si parla, credo, una volta tanto, di aver sempre fatto del mio meglio per garantirla ai miei figli. L'aspetto più facile è quello materiale e qui mi sento tanquilla. Non è mancato niente, perfino il saper rinunciare a quelli che erano solo capricci del momento, alternato a desideri realizzati, perché ogni tanto ci vuole.

L'aspetto più difficile invece è proteggerli da qualsiasi minaccia che in alcuni casi può voler dire anche da sè stessi e dagli sbalzi di umore. E' come un viaggio interminabile sulle montagne russe. Da nausea.

E non ti ha insegnato nessuno come si fa, e fai tanti sbagli, non sei la mamma che sa capire, anzi non capisci niente e urli un po' troppo, non sai affrontare i problemi nel modo giusto.

E trovi il modo di chiedere scusa e quando la tempesta è passata, perché passa sempre, ti becchi anche un abbraccio e un bacio stampato su una guancia.

Poi, pensi che quando cominci a scrivere non sai mai dove andrai a parare. E pensare che volevi parlare del pericolo di lasciarli andare in giro da soli, magari in bicicletta.

Ma a volte è la vita a toglierti la penna di mano e a scrivere per conto suo.

martedì 24 settembre 2013

Insieme


Lettera di Lincoln all'insegnante di suo figlio

Dovrà imparare, lo so, che non tutti gli uomini sono giusti, che non tutti gli uomini sono sinceri.
Però gli insegni anche che per ogni delinquente, c’è un eroe;
che per ogni politico egoista c’è un leader scrupoloso….
Gli insegni che per ogni nemico c’è un amico,
cerchi di tenerlo lontano dall’invidia, se ci riesce,
e gli insegni il segreto di una risata discreta.
Gli faccia imparare subito che i bulli sono i primi ad essere sconfitti….
Se può, gli trasmetta la meraviglia dei libri….
Ma gli lasci anche il tempo tranquillo per ponderare l’eterno mistero degli uccelli nel cielo, delle api nel sole e dei fiori su una verde collina.
Gli insegni che a scuola è molto più onorevole sbagliare piuttosto che imbrogliare…
Gli insegni ad avere fiducia nelle proprie idee, anche se tutti gli dicono che sta sbagliando…
Gli insegni ad essere gentile con le persone gentili e rude con i rudi.
Cerchi di dare a mio figlio la forza per non seguire la massa, anche se tutti saltano sul carro del vincitore…
Gli insegni a dare ascolto a tutti gli uomini,
ma gli insegni anche a filtrare ciò che ascolta col setaccio della verità, trattenendo solo il buono che vi passa attraverso.
Gli insegni, se può, come ridere quando è triste.
Gli insegni che non c’è vergogna nelle lacrime.
Gli insegni a schernire i cinici ed a guardarsi dall’eccessiva dolcezza.
Gli insegni a vendere la sua merce al miglior offerente, ma a non dare mai un prezzo al proprio cuore e alla propria anima.
Gli insegni a non dare ascolto alla gentaglia urlante e ad alzarsi e combattere, se è nel giusto.
Lo tratti con gentilezza, ma non lo coccoli, perché solo attraverso la prova del fuoco si fa un buon acciaio.
Lasci che abbia il coraggio di essere impaziente.
Lasci che abbia la pazienza per essere coraggioso.
Gli insegni sempre ad avere una sublime fiducia in sé stesso,
perché solo allora avrà una sublime fiducia nel genere umano.
So che la richiesta è grande, ma veda cosa può fare…
E’ un così caro ragazzo, mio figlio!

Abraham Lincoln

 

Magari la conoscete già tutti, ma mi sono imbattuta in questa lettera per caso e me la sono portata a "casa". MI viene da aggiungere solo di metterci anche noi nei panni dell'insegnante. Essere noi genitori per primi a cercare di dare un senso a queste parole. Insieme.


domenica 22 settembre 2013

A.A.A. empatia cercasi

Vi è mai capitato di reagire a certe situazioni in maniera completamente diversa dalle altre persone?
In questo periodo mi capita spesso e la cosa mi sta un po' destabilizzando.

Sarà che esco da un'estate stressante e forse non mi sono mai rilassata abbastanza. Non ho fatto niente di particolare ma il mio cervello e la mia ansia invece hanno galoppato tre mesi di fila.

La faccio breve. C'è una squadra di basket che deve essere divisa in due, causa collaborazione tra squadre e conseguente arrivo di atleti da paesi vicini.

I criteri per la suddivisione sono le caratteristiche fisiche, il talento, le abilità raggiunte, l'impegno. 

Obiettivamente non c'è tanto arrovellarsi quando vedi ragazzini di tredici anni con 20-25 cm di differenza (sì, ci sono ragazzini alti anche 185-190 cm!) o con una struttura muscolare ben definita in fianco ad altri che sembrano bambini con le gambette da fenicottero (ogni riferimento a cose e persone di mia conoscenza è puramente casuale)

Perciò in attesa di avere la lista (scontata) dei nomi delle rispettive squadre, sono rimasta basita quando l'allenatore ha parlato ai ragazzi in spogliatoio, soffermandosi su chi per loro erano i migliori e chi i peggiori, arrivando pure a suggerire i nomi.

Parlandone con le altre mamme, ho avuto modo di constatare che:
1. la maggior parte non ne sapeva niente
2. una volta "aggiornate", le mamme non hanno avuto la mia stessa reazione
3. qualcuno mi ha pure detto che è tutta vita, così si abitueranno ad avere a che fare con persone così in futuro.

Tra gli altri, c'è stato anche chi non ha voluto indagare le reazioni del figlio che ha volutamente omesso di raccontare l'episodio.

E allora mi domando: se fossero arrivati a casa con un taglio in fronte, non si sarebbero fiondati a chiedere spiegazioni?
La mortificazione di un ragazzino attraverso una classifica del tutto inutile e non necessaria vale meno di un taglietto?

O sono io che ingigantisco le cose? Mio figlio non ha particolarmente risentito della vicenda, ma non vorrei che pensasse che sia giusto comportarsi così. E non è questo atteggiamento che mi aspetto da una persona che si ritiene un educatore.

Chi ha voglia di dirmi cosa ne pensa? Anche se non la pensa come me.







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mercoledì 11 settembre 2013

Siamo pronti

E' fatta. Ci siamo.
Domani, 12 settembre, ricomincia la scuola.
Terza liceo e terza media, due belle sfide.

giovedì 5 settembre 2013

Comincia l'estate!

Sono stata due mesi in apnea. Posso finalmente tornare a respirare. Comincia l'estate anche per me! (E non serve che mi facciate notare che tra una settimana esatta ricomincia la scuola, ok?)